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Def, Padoan difende il governo

 

Una disputa tra il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, e la Banca d’Italia sul Documento di economia e finanza e sulla crescita del pil, +1%, indicata dal governo come obiettivo per il 2017, ma ritenuta «ambiziosa» da Via Nazionale e addirittura troppo ottimistica dall’Ufficio parlamentare di Bilancio guidato da Giuseppe Pisauro.
Un confronto che ha indotto la sinistra del Pd a chiedere lo stop dei lavori del Def in parlamento fino a quando la vicenda non sarà chiarita. E il crollo della sterlina. che sulle voci di un’hard Brexit, cioè di un’uscita dall’Ue che non dovrebbe prevedere trattamenti di favore per il settore finanziario, è scesa ai minimi dal 1985 contro il dollaro e da tre anni contro l’euro. Tanto che, in seguito all’annuncio della premier Theresa May, dell’avvio del processo di uscita al più tardi nel marzo del 2017 gli analisti finanziari e valutari hanno cominciato a prevedere che alla fine dell’anno prossimo la divisa britannica varrà 1,20 nei confronti del dollaro e raggiungerà la parità contro l’euro. Previsioni giustificate in particolare dalle dichiarazioni di May sugli obiettivi del negoziato per l’uscita, con «l’intenzione di lasciare alle società britanniche la massima libertà» di operare all’interno del mercato unico europeo, a patto però che questo non significhi cedere per quanto riguarda il diritto del Regno Unito di gestire l’immigrazione. Londra, insomma, vuole tenere sotto strettissimo controllo l’immigrazione e al tempo stesso la piena libertà di azione per le società d’Oltremanica in Europa. Obiettivi in conflitto tra loro e soprattutto con la libertà di lavoro e di movimento richiesta dall’Ue. Di qui i timori di un’hard Brexit. Altra notizia di rilievo, in una giornata dominata dall’economia, l’approvazione dell’accordi di Parigi sul clima da parte dell’Europarlamento

Il voto di Srasburgo e l’entrata in vigore dell’accordo sul clima:

«Oggi in consiglio dei ministri la ratifica dell’accordo di Parigi sul clima. L’Italia che pensa ai propri figli». Matteo Renzi, presidente del consiglio, ha salutato così ieri il voto dell’europarlamento, riunito in seduta plenaria a Strasburgo, che fa entrare immediatamente in vigore l’intesa sulle emissioni di gas serra e sul riscaldamento globale. Un accordo ratificato con 610 voti a favore, 38 contrari e 31 astenuti e quindi ormai accettato in 62 paesi proprio come ha detto il segretario generale dell’Onu Ban-Ki moon, che a Strasburgo ha espresso grande «apprezzamento per il ruolo guida della Ue nella lotta al cambiamento climatico» e per il fatto che «i paesi dell’Unione hanno riconosciuto l’importanza della minaccia e si sono mostrati pronti a cogliere le opportunità dei cambiamenti per l’economia che porteranno a società più sane».Ban ha sottolineato che «in questa settimana anche l’India ha ratificato», che «a oggi sono 62 i paesi che fanno parte dell’accordo» al quale «Cina e Stati Uniti hanno dato l’appoggio già durante la Cop 21» e ha concluso, «dà la possibilità di fare un passo storico». Il presidente della commissione Ue Jean Claude Juncker, dal canto suo, ha sottolineato che «l’Unione europea ha trasformato le ambizioni sul clima in azione per il clima. L’accordo di Parigi è il primo di questo tipo e non sarebbe stato possibile senza l’Ue. Oggi abbiamo continuato a dimostrare leadership e dato prova che, insieme, l’Unione europea porta risultati concreti». Mentre il ministro francese Segolene Royal, presidente di Cop 21 ha annunciato che venerdì prossimo «i sette paesi europei che hanno già ratificato l’accordo» depositeranno i documenti all’ Onu e con questo atto «l’accordo entrerà definitivamente in vigore» permettendo di superare la soglia del 55% delle emissioni mondiali».Ma se il voto dell’europarlamente ha occupato la scena politica internazionale insieme con il crollo della strerlina, in Italia è stata la disputa tra il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, e la Banca d’Italia sul Documento di economia e finanza e sulla crescita del pil, +1%, indicata dal governo come obiettivo per il 2017, al centro dell’attenzione.

Padoan, possibile una crescita dell’1% nel 2017

Ieri Padoan si è presentato in parlamento, dove sono in corso le audizioni sul Def, per confermare che grazie alla manovra di bilancio per l’anno prossimo sarà possibile centrare l’obiettivo previsto: «Il pil programmatico non è una scommessa», ha osservato. «È un obiettivo ottimistico secondo alcuni commentatori, ambizioso secondo altri. Anche noi consideriamo che questo obiettivo sia ambizioso, perché abbiamo il dovere di essere ambiziosi. Questa ambizione è sostenuta in modo concreto da una manovra che dà una spinta alla crescita ed è costruita con la cura invocata dal governatore della Bce, Mario Draghi». Padoan ha aggiunto che la crescita del pil è stata prevista pari all’1% nel 2017 «sulla base della consapevolezza della valutazione degli impatti delle misure comprese nella legge di bilancio sul tasso di sviluppo». Informazioni «che non erano disponibili all’ Ufficio parlamentare di bilancio», che non a caso ha definito «troppo ottimistico» il +1% stimato dal governo. Certo è che Padoan ha indicato con chiarezza «i due assi portanti della prossima legge di Bilancio: disattivazione delle clausole di salvaguardia per 0,9 punti di Pil, e nuove misure programmatiche per la crescita». Un programma che prevede «incentivi a investimenti, innovazione, ricerca e sviluppo; supporto alle Pmi, maggiori investimenti pubblici e sostegno alla famiglia e alle pensioni basse». Per quanto riguarda la riduzione del debito, Padoan ha chiarito che «resta ferma l’intenzione del governo di procedere con le dismissioni e le privatizzazioni, che hanno rallentato solo per la volatilità dei mercati finanziari». Anche Renzi, di fronte alle richieste della sinistra del Pd di fermare il Def in parlamento in attesa di chiarimenti tra l’esecutivo e l’Ufficio parlamentare di bilancio guidato da Giuseppe Pisauro è intervenuto per spiegare che le stime sono ragionevoli: «Essendo previsioni glielo dico tra un anno chi ha ragione», ha detto nel corso di un’intervista rilasciata a Radio Capital. «Nell’ultimo anno siamo stati più prudenti della realtà ed è andata meglio. E comunque stiamo parlando di decimali di differenza e tutte le volte in questo periodo arriva puntuale la stessa solfa, come le occupazioni studentesche, la polemica sulle coperture.La crescita è ripartita ma come per una macchina il freno a mano è ancora tirato. Per sbloccare la crescita devono ripartire gli investimenti».

M5S ancora nei guai a Roma. E Grillo incontra i parlamentari

A Roma, nel frattempo, ancora una giornata di passione per la giunta guidata da Virginia Raggi. in difficoltà per le notizie sulle indagini su Mafia capitale e il ciclo fdei rifiuti. Notizie che vedono l’assessore all’ambiente, Paola Muraro, indagata dalla procura di Roma nelle inchieste sulla gestione dei rifiuti e sui maxi compensi quando era consulente dell’Ama. Secondo quanto riportato da alcuni quotidiani, con lei sono indagati per abuso d’ufficio anche Franco Panzironi, l’ex ad della municipalizzata per i rifiuti, e l’ex dg dell’azienda Giovanni Fiscon. Muraro, in ogni caso, ha escluso qualsiasi possibilità di dimissioni: «Il sindaco non mi ha chiesto di fare un passo indietro, ho il suo pieno appoggio. Continuo a lavorare per migliorare il ciclo dei rifiuti di Roma Capitale. Le altre questioni non mi interessano». E non interessano neanche al vicesindaco Daniele Frongia, che ha dichiarato: «La posizione della Muraro mette in imbarazzo la giunta? No». Quanto al leader ormai di nuovo in sella, Beppe Grillo, ieri ancora Roma per incontrare i deputati del M5S, con il suo vice Davide Casaleggio, ha commentato così le notizie dal Campidoglio: «Un saluto e un ringraziamento ai netturbini.Ora la città è più pulita grazie a loro, che sono la forza più importante della città». Grillo ha escluso incontri con Raggi e ha definito «fantastico» Casaleggio jr. Mentre Renzi, querelato da Muraro per averla accostata a personaggi di Mafia capitale, ha detto che «i grillini hanno 5 stelle e una doppia morale».

Giampiero Di Santo ed Emilio Gioventù

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