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Deduzione Irap tra click-day e bilancio

Doppia corsa dei contribuenti per la deduzione del l’Irap sul costo del lavoro. Da un lato, infatti, sono gli ultimi giorni per l’apertura, che procede a scaglioni nelle varie zone d’Italia, del canale telematico per trasmettere l’istanza di rimborso (Ires e Irpef relative al 2007/2011): iniziati il 18 gennaio, gli avvii finiranno il 15 marzo e sarà possibile inviare l’istanza entro 60 giorni dall’apertura del canale telematico. Dall’altro lato, la deduzione entra, per la prima volta, nel bilancio 2012, di cui, in questi giorni si sta ultimando la redazione finale.
Peraltro, nel bilancio dell’esercizio 2012 la nuova deduzione di parte dell’Irap (disposta dall’articolo 2 del decreto legge 201/2011) impatta non solo per la determinazione della fiscalità del periodo d’imposta, ma anche come sopravvenienza attiva in relazione al rimborso determinato dal l’istanza per le annualità 2007/ 2012. Proprio quest’ultimo elemento va considerato con attenzione e rappresenta uno degli aspetti che dovrebbe spingere a inoltrare l’istanza di rimborso. Infatti, oltre al beneficio finanziario della restituzione di somme pagate a suo tempo, si avrà nella voce E20 del conto economico (sopravvenienze attive) dell’esercizio 2012 un componente positivo pari all’entità del rimborso atteso, escluso da tassazione perché correlato a un’imposta a suo tempo non dedotta. L’imputazione del provento nel bilancio 2012 è stata avallata dalla circolare Assonime 1/2013 e potrebbe risolvere problemi legati a perdite da ricapitalizzare in base all’articolo 2482-ter del Codice civile, o comunque migliorare il risultato d’esercizio a beneficio degli stakeholder, in primo luogo gli istituti di credito.
L’elemento fondamentale da determinare per calcolare la deduzione è l’ammontare del costo del lavoro rilevante. Questo ammontare è il presupposto indispensabile per ottenere la deduzione, e più esso è elevato, più sarà elevata la deduzione di una parte (o talvolta anche il totale) dell’Irap pagata. Nel costo del lavoro da considerare rientrano gli importi indicati alla voce B9 del conto economico: per i contribuenti in contabilità semplificati e per i professionisti si tratta dell’ammontare dei salari, dei contributi e della quota di Tfr. A questo importo va sommato il compenso spettante agli amministratori non professionisti e ai collaboratori a progetto, i contributi relativi e l’ammontare del Tfm. Questi importi devono essere indeducibili ai fini Irap, come richiede l’articolo 2, comma 1, del decreto legge 201/2011. Si possono quindi far rientrare nel costo del lavoro anche i rimborsi per trasferte dei dipendenti o collaboratori, erogati su base forfettaria (rimborsi chilometrici o indennità), mentre quelli analitici sono stati dedotti e quindi non possono essere considerati nel calcolo.
Se si assume come chiave di lettura il concetto di “indeducibilità Irap” si chiarisce anche la posizione del costo per lavoro interinale e personale distaccato da terzi. Per il lavoro interinale si potrà inserire nel costo del lavoro solo la quota pari all’ammontare del mero costo del lavoratore impiegato (non la quota di compenso erogato alla società di lavoro interinale), mentre per il personale distaccato si potrà considerare l’intero importo erogato a tale titolo alla società distaccante, dato che le istruzioni al modello Irap la segnalano come interamente indeducibile.
Gli importi devono essere considerati al netto di alcune deduzioni previste dall’articolo 11 del decreto legge 446/97: si tratta di quelle relative al cuneo fiscale, oltre alla deduzione concessa ai soggetti che hanno base imponibile inferiore o appena superiore a 180mila euro. Questa deduzione, in verità non è collegata al costo del lavoro, ma il suo inserimento è forse spiegabile con il fatto che essa riduce comunque la base imponibile Irap e quindi per determinare un rapporto coerente tra quest’ultimo dato e il costo del lavoro si devono depurare le deduzioni sia dal numeratore sia dal denominatore.
L’incidenza percentuale del costo del lavoro sulla base imponibile Irap deve essere determinata sia con riferimento al 2011, sia con riferimento al 2012. Questo perché le due diverse percentuale dovranno essere applicate la prima al saldo Irap per il 2011, la seconda agli acconti versati per il 2012. In alcuni casi, sempre per calcolare la deduzione per il periodo d’imposta 2012, potrebbe essere necessario determinare l’incidenza percentuale del costo del lavoro per esercizi diversi, antecedenti il 2011 o il 2012. È quel che accade se nel 2012 è stata versata Irap relativa a esercizi precedenti il 2011, o per effetto di ravvedimenti, o per effetto di pagamenti tardivi per importi iscritti a ruolo. In queste situazioni, fermo restando che l’Irap materialmente pagata nel 2012 entra nel calcolo della deduzione, occorre determinare l’incidenza del costo del lavoro del periodo d’imposta cui si riferisce il pagamento, per individuare la percentuale da applicare all’importo materialmente pagato nel 2012. In questo modo si arriva a determinare la parte di Irap che potrà essere dedotta dall’Ires o dall’Irpef.

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