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Decreto vaccini senza fiducia

Il decreto legge sui vaccini non sarà blindato dalla fiducia ma verrà sottoposto all’esame dell’aula del senato dove sono stati presentati circa 300 emendamenti. Il governo ha deciso di non sottrarre il provvedimento alla discussione di palazzo Madama nell’intento di raggiungere un accordo largo sul testo coinvolgendo anche le opposizioni.
In primis Forza Italia che con il capogruppo Paolo Romani sta mettendo a punto un pacchetto di modifiche da sottoporre all’aula. E così il voto finale, inizialmente previsto per oggi, slitterà a martedì prossimo.

Niente da fare, invece, per la somministrazione dei vaccini nelle farmacie. E salta anche il censimento della situazione vaccinale degli operatori sanitari, sociosanitari e scolastici. Entrambe le novità creano problemi di copertura e sono state cassate dalla commissione bilancio del senato.

Cadono in queste modo due delle modifiche più discusse, introdotte all’interno del dl vaccini (dl 73/2017) nel corso dell’esame in commissione sanità. La somministrazione dei vaccini nelle farmacie, che sarebbe comunque dovuta avvenire ad opera di medici, aveva creato qualche malumore tra i camici bianchi. È stata bocciata dalla quinta commissione per mancanza di coperture finanziarie perché si sarebbero dovuti prevedere nelle farmacie presìdi medici o infermieristici per eseguire la profilassi con conseguenti costi.

Quanto invece al (presunto) obbligo di vaccinazione posto a carico degli operatori (in realtà si è chiarito che si trattava solo di un monitoraggio della loro situazione vaccinale, si veda ItaliaOggi di ieri), il no della Bilancio è stato la conseguenza del parere contrario della Ragioneria dello stato perché la misura avrebbe comportato nuovi costi, soprattutto in relazione a quanto disposto dal secondo comma dell’emendamento che invitava le regioni a promuovere l’adesione alle vaccinazioni.

La scelta di non porre la fiducia sul decreto è stata rivendicata dal ministro della salute Beatrice Lorenzin che ha elogiato l’«approccio laico» del testo che «prescinde da ragioni di appartenenza politica». «Stiamo parlando di uno dei temi più grandi di sanità pubblica», ha detto il ministro replicando agli interventi dell’aula. «Quest’anno le vaccinazioni hanno salvato nel mondo 2 milioni e 500 mila vite, quelle salvate dal morbillo sono statisticamente un milione».

A difesa del decreto è intervenuta anche la scienziata e senatrice a vita, Elena Cattaneo, secondo cui si tratta di «una delle più importanti leggi di sanità pubblica della legislatura, quella che più di tante altre migliorerà le prospettive di salute dei cittadini italiani». «È su basi scientifiche che i vaccini si possono definire sicuri, efficaci, necessari, non tossici e convenienti a noi molto di più che alle ditte farmaceutiche», ha osservato la farmacologa.

«Negli ultimi 20 anni non ci sono state morti scientificamente correlabili ai vaccini. Quante invece le persone decedute a causa di malattie considerate scomparse? Nel ventesimo secolo, quando i vaccini non esistevano, quasi un miliardo e 700 mila persone sono morte per malattie infettive. Nel mondo occidentale le vaccinazioni di massa hanno evitato la morte di 500 milioni di persone e nel decennio 2011-2020 scongiureranno la morte di altri 25 milioni di individui», ha concluso.

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