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Decreto sostegni, sul condono delle cartelle i dubbi di Draghi

La prescrizione delle cartelle esattoriali non piace ai sindacati. La misura che nella bozza del dl Sostegni prevede la prescrizione fiscale degli atti relativi a contravvenzioni, tributi e tasse fino a 5 mila euro, per il periodo 2000-2015, presta il fianco alle critiche dei leader delle tre principali sigle sindacali. «È il momento di combattere l’evasione fiscale anche con le tecnologie digitali e di avviare la riforma fiscale. Non di mascherati condoni fiscali», lamentano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri, nella nota in cui chiedono un incontro al premier Mario Draghi, per un confronto di merito su temi come il piano vaccinazioni, le misure del dl Sostegni, la lotta all’evasione fiscale, il Recovery plan e la gestione delle crisi industriali. Le priorità dei sindacati restano l’occupazione e la salvaguardia dei posti di lavoro, tanto da ribadirne l’urgenza al presidente del Consiglio. «Serve confermare nel decreto Sostegni le risorse necessarie per proteggere tutte le forme di lavoro e prorogare il blocco dei licenziamenti finché non siamo fuori dalla fase di emergenza e di avviare la riforma degli ammortizzatori sociali», viene sottolineato. In attesa del confronto con i sindacati a palazzo Chigi si è tenuto ieri un vertice sul dl Sostegni, il premier Draghi si è visto con ministri delle forze di maggioranza. La riunione ha preceduto quella di oggi tra i capigruppo di Camera e Senato e il ministro dell’Economia, Daniele Franco, ed è servita a metter a punto lo schema del decreto da 32 miliardi, suddividendolo in quattro capitoli: indennizzi alle imprese e stralcio cartelle, piano vaccinazioni, interventi a sostegno degli enti locali e del trasporto pubblico locale e, infine, il capitolo lavoro. Il punto più controverso riguarda proprio lo stralcio delle cartelle, una prescrizione su cui Draghi ha mostrato perplessità, soprattutto poiché azzera gli atti fino al 2015. Durante la discussione con i ministri Giorgetti e Patuanelli, rispettivamente di Lega e M5S, le forze di maggioranza che più spingono per la cancellazione, è stata ventilata a Draghi la possibilità di ridurre la prescrizione all’arco temporale 2000-2011. A fare ostruzionismo sul tema esprimendo contrarietà è stato, tra l’altro, Leu per bocca della sottosegretaria Maria Cecilia Guerra, con argomentazioni che hanno irritato il fronte del M5S. Il varo di una misura che contempla un maxi condono su 61 milioni di cartelle rischia, del resto, di essere politicamente scivoloso, sebbene dallo stesso Pd, inizialmente contrario, siano arrivate rassicurazioni per procedere con l’intervento di riduzione «sul magazzino fiscale delle Agenzia delle Entrate», ma senza favorire i soliti «furbetti», come spiegato da Gian Mario Fragomeli e Ubaldo Pagano, deputati del partito di Largo del Nazareno. La priorità del governo resta, insomma, quella di arrivare al consiglio dei Ministri di domani e varare il decreto, evitando scossoni e ulteriori ritardi.

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