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Decreto sostegni «Andare oltre la parità con le pmi»

Fuori dal coro. In un contesto di forte protesta da parte del mondo del lavoro autonomo nei confronti delle misure del Decreto Sostegni, Confprofessioni vede anche il bicchiere mezzo pieno e inizia ragionando dagli aspetti positivi. «A distanza di un anno, anche i professionisti e lavoratori autonomi potranno accedere ai contributi a fondo perduto — ricorda Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni —. È un aspetto da non trascurare. Ci siamo battuti in tutte le sedi politiche e istituzionali per far valere il diritto dei liberi professionisti, al pari delle altre attività economiche, a veder riconosciute le perdite subite a causa della pandemia e finalmente le nostre richieste sono state accolte. A più riprese avevamo segnalato anche i limiti dei codici Ateco per il calcolo delle indennità e ora la scelta di abbandonare quel tortuoso percorso, come pure la decisione di calcolare il calo di fatturato rispetto all’anno precedente e non al mese precedente, come previsto dal decreto Cura Italia, rispondono alle nostre istanze»».

Luci e ombre

Questa è la parte del bicchiere mezzo pieno ma è impossibile non ascoltare le proteste di professionisti e lavoratori autonomi che si attendevano molto di più, specie alla luce del fatto che il Decreto Sostegni mirava a sanare il disequilibrio di un intero anno, il 2020, passato tra le turbolenze economiche causate dalla pandemia. «Inutile nascondere — ammette il presidente di Confprofessioni — che permane qualche dubbio in merito alla dotazione finanziaria di ulteriori 1,5 miliardi di euro per l’esonero contributivo, che potrebbe non essere sufficiente a coprire le attuali esigenze della platea dei professionisti iscritti alle Casse di previdenza privata. Inoltre i timori della prima ora sono diventati realtà alla fine dei calcoli: i sostegni che arrivano nelle tasche dei lavoratori autonomi sono briciole anche perché hanno messo nel calderone coloro che non hanno mai intascato un euro con quelli che nel 2020 avevano già ricevuto ristori. Inoltre il credito d’imposta per chi ha realizzato un reddito basso risulta più un palliativo che una misura efficace».

In prospettiva

Di sicuro ci si attendeva di più anche sul fronte fiscale e su quello previdenziale. «Indubbiamente — continua — Stella —. La rottamazione avrebbe coinvolto cartelle piene soprattutto di more e interessi, quindi non si sarebbe trattato di condono. Infine, resta da capire se anche i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata dell’Inps che percepiranno l’Iscro saranno esonerati dai nuovi contributi previsti dalla legge di Bilancio 2021 e senza aggravi».

Rimane comunque una valutazione accorta, tesa a non buttare via il bambino insieme all’acqua sporca. «In una fase economica così allarmante — osserva Stella — il governo Draghi riesce a dare prova di equità sociale. Teniamo per buoni i principi di parità di trattamento per le fasce degli autonomi finora escluse e allarghiamo di più la borsa degli aiuti. È questo ciò che ci attendiamo nei decreti correttivi annunciati dal governo, a cominciare da quello di aprile».

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