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Decreto Liquidità, voto di fiducia. Prestiti fino a 30 mila euro

Alla Camera passa la fiducia sul decreto Liquidità con 310 voti favorevoli, 228 contrari e un astenuto. Il governo incassa così il via libera al provvedimento predisposto con l’obiettivo di assicurare supporto, prestiti e risorse alle imprese, che ha avuto un percorso laborioso, con numerosi attacchi da parte dell’opposizione, forti ritardi e il corredo di oltre 2.800 emendamenti. Negli ultimi giorni la maggioranza ha peraltro introdotto alcune importanti modifiche all’impianto del decreto. Gli interventi principali, apportati durante i lavori in commissione Finanze e Attività produttive, riguardano l’autocertificazione sui dati aziendali per richiedere i prestiti garantiti dallo Stato (la novità include anche le società tra professionisti), la revisione dei tetti e dei tempi di restituzione dei finanziamenti e, infine, è stato predisposto un correttivo per escludere la responsabilità aziendale in caso di contagio da coronavirus di un lavoratore (a condizione che l’impresa abbia adottato correttamente il protocollo di sicurezza).

Tornando alle novità relative ai tetti e ai tempi dei prestiti, le modifiche principali riguardano i finanziamenti di piccolo importo con garanzia al 100% dello Stato, per questo genere di finanziamento la soglia è spostata massima è stata elevata a 30 mila euro, rispetto ai 25 mila euro inizialmente previsti nella bozza del decreto. Novità anche sul fronte dei finanziamenti per importi superiori che verranno richiesti dalle imprese: per i prestiti fino a 800 mila euro con garanzia pubblica all’80% (ma il restante 20% può essere comunque garantito dallo Stato tramite l’intervento di Confidi) la durata potrà arrivare fino a 30 anni. Vale ricordare che una volta entrata in vigore la norma di conversione le nuove regole potranno essere applicate per aggiornare i finanziamenti nel frattempo già concessi. Nell’elenco degli emendamenti approvati in commissione figura, tra l’altro, la possibilità che la garanzia Sace, prevista dal decreto per i prestiti che le banche erogano alle aziende, possa essere chiesta anche per i crediti che le aziende cedono a banche e a intermediari finanziari. Un’altra modifica stabilisce l’estensione alle società partecipate pubbliche della garanzia statale, concessa dal Fondo delle Pmi, per i prestiti sino a 5 milioni di euro destinati a imprese con non più di 499 dipendenti. Durante i lavori in commissione è stato stabilito che il rafforzamento temporaneo dei poteri speciali esercitabili dal governo (Golden power) viene esteso, fino al 31 dicembre 2020, anche alla tutela del mantenimento dei livelli occupazionali e della produttività dei settori siderurgico e agroalimentare.

A Montecitorio oltre al voto di fiducia la giornata ha registrato l’audizione del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, sul decreto Rilancio. Il titolare di Via XX Settembre ha riassunto la portata delle misure destinate alle imprese con il provvedimento, che si configura come una maxi manovra. «Ci sono 34,2 miliardi a copertura delle garanzie di Sace e per il rifinanziamento del Fondo Pmi e di Ismea a cui vanno ad aggiungersi 12 miliardi per assicurare alle imprese e ai professionisti i pagamenti dovuti dalle pubbliche amministrazioni per forniture e appalti», ha ricordato Gualtieri. Aggiungendo che «l’intervento più rilevante è la cancellazione del saldo e della prima rata Irap, che riguarderà tutte le aziende fino a 250 milioni. Un taglio alle tasse da 4 miliardi per circa 2 milioni di imprese».

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