Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Decreto ingiuntivo, si decide nel domicilio del debitore

di Debora Alberici 

La competenza a decidere sul decreto ingiuntivo chiesto dal professionista per ottenere dal cliente il pagamento della sua prestazione spetta al foro del domicilio del debitore. Non si tratta infatti di obbligazione pecuniaria liquida ed esigibile, perché il compenso può essere parametrato all'effettiva attività svolta. È quanto stabilito dalla Corte di cassazione che, con la sentenza numero 21000 del 12 ottobre 2011, ha accolto il ricorso di una società destinataria di un decreto ingiuntivo per il pagamento delle prestazioni chieste dal legale.

La sesta sezione civile ha prima di tutto tracciato i confini della prestazione professionale sancendo che il compenso può essere determinato in un secondo momento e che quindi non si tratta di un'obbligazione pecuniaria già liquida ed esigibile. In proposito in sentenza si legge che «poiché l'ammontare e la scadenza dell'obbligazione avente ad oggetto il pagamento di compensi professionali non sono determinati, di norma, dalla convenzione con la quale sia stato conferito l'incarico, ma possono essere stabiliti successivamente solo alla stregua dell'attività posta in essere concretamente dal professionista, dopo cioè che questa sia stata prestata, la relativa obbligazione non costituisce obbligazione pecuniaria liquida ed esigibile, ai sensi dell'art. 1182, comma 3 Cc, e non deve essere eseguita al domicilio del creditore, ma a quello del debitore». Il corollario di queste considerazioni è che il compenso per prestazioni professionali, questa volta non solo quelle dei legali, che non sia convenzionalmente stabilito «è un debito pecuniario illiquido, da determinare secondo la tariffa professionale; perciò il foro facoltativo del luogo ove deve eseguirsi l'obbligazione (art. 20 Cpc, seconda ipotesi) va individuato, ai sensi dell' ultimo comma dell' art. 1182 Cc, nel domicilio del debitore in quel medesimo tempo».

Un indirizzo quello intrapreso dagli Ermellini con la sentenza di ieri che era stato annunciato già all'inizio di questa estate con un'altra decisione che aveva privilegiato il foro del consumatore nelle controversie riguardanti i legali (sentenza n. 12685/2011).

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Con una valutazione pari a tre volte i ricavi, ossia di 1,5 miliardi di euro, Cedacri sta per essere...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ecco uno squarcio sui ritardi del piano italiano per accedere ai 209 miliardi del Next Generation Eu...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Alla fine il governo ha deciso di sposare la linea del Comitato tecnico scientifico: scuole di ogni ...

Oggi sulla stampa