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Decreto ingiuntivo pro fideiussione al 3%

Per i decreti ingiuntivi emessi a favore del fideiussore che ha agito in via regresso nei confronti del debitore principale garantito, si applica l’imposta di registro proporzionale nella misura del 3%. Con la risoluzione n.70 pubblicata ieri, l’Agenzia delle entrate conferma quanto chiarito con nella precedente risoluzione n. 22/2017, che l’imposta si applica in misura proporzionale. Ai sensi dell’articolo 8, Tariffa, parte I, dpr 131/1986, sono tassati con imposta proporzionale nella misura del 3% gli atti dell’autorità giudiziaria ordinaria e speciale in materia di controversie civili che definiscono, anche parzialmente, il giudizio, compresi i decreti ingiuntivi esecutivi, «recanti condanna al pagamento di somme o valori, ad altre prestazioni o alla consegna di beni di qualsiasi natura». Inoltre, la Nota II) al citato art. 8 della Tariffa, dispone che «Gli atti di cui al comma 1, lettera b), e al comma 1 bis non sono soggetti all’imposta proporzionale per la parte in cui dispongono il pagamento di corrispettivi o prestazioni soggetti all’imposta sul valore aggiunto ai sensi dell’art. 40 del testo unico». Secondo l’Agenzia, il decreto ingiuntivo pro fideiussione è un provvedimento monitorio, recante una condanna al pagamento di somme o valori, senza involgere l’applicazione del principio di alternatività Iva/registro. Pertanto ,si applica si applica l’imposta di registro proporzionale nella misura del 3%.

L’orientamento dell’Agenzia è supportato anche da numerosi interventi giurisprudenziali delle sezioni unite della Corte di cassazione, tra le altre la sentenza n. 18520/2019. La Corte di Cassazione, a partire dall’anno 2015, ha ripetutamente affermato l’applicabilità dell’articolo 8, comma 1, lettera b), della Tariffa alla fattispecie in esame, confermando la legittimità dell’operato dell’Ufficio.

Nei diversi gradi di giudizio pendono numerose controversie riguardanti la tassazione, ai fini del Registro, dei decreti ingiuntivi che condannano al pagamento di somme il debitore garantito a favore del fideiussore precedentemente escusso dal creditore del rapporto obbligatorio principale. In questi casi, i ricorrenti spesso ritengono applicabile a tali atti l’imposta di registro in misura fissa.

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