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Decreto fiscale, Imu agricola più leggera

di Giuliana Ferraino

MILANO — Ha vinto la protesta della campagna, terrorizzata davanti alla prospettiva di un esborso annuo da 1,5 miliardi per i fabbricati rurali strumentali, finora inglobati nei terreni agricoli. Nel pacchetto di emendamenti al disegno di legge sulle semplificazioni fiscali depositati dai relatori in commissione al Senato, Antonio Azzollini e Mario Baldassarri, c'è una pioggia di modifiche sulla nuova tassa sugli immobili che sostituirà l'Ici. Oltre ai fabbricati rurali e strumentali, gli «sconti» riguardano i terreni e i comuni montani, gli immobili inagibili e storici, gli immobili di proprietà dei comuni. Quest'ultima modifica, da sola, comporta una perdita di gettito su base annua di circa 367 milioni.
Vediamo cosa cambia. Le proposte di modifica, che pure non soddisfano del tutto Confagricoltura, prevedono l'esenzione per i fabbricati rurali strumentali situati nei comuni di montagna con altitudine superiore ai 1.000 metri. Si ripristina inoltre al 25% l'abbattimento della base imponibile a favore degli immobili degli imprenditori agricoli professionali. Viene aumentato da 130 a 135 il moltiplicatore applicato ai fini della determinazione della base imponibile Imu dei terreni posseduti da soggetti diversi dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola. Per gli immobili inagibili e inabitati si prevede la riduzione del 50% della base imponibile ai fini Imu così come per gli immobili riconosciuti di interesse storico e artistico. Viene però abrogato il regime di favore degli immobili di interesse storico e artistico quando producono un reddito. Salta la quota erariale dell'Imu sugli immobili di proprietà di Comuni, siti nel proprio territorio, così come la quota erariale dell'Imu sugli immobili ex Iacp e delle cooperative edilizie a proprietà indivisa.
Se le modifiche provocheranno una correzione al ribasso degli introiti, un aiuto potrà arrivare dalla lotta all'evasione, che aumenta gli introiti mentre gli accertamenti diminuiscono. Nel 2011 il Fisco ha incassato 12,7 miliardi, il 15,5% in più del 2010, dalla lotta all'evasione. Su 697 mila accertamenti, l'1,2% in meno rispetto del 2010, la maggiore imposta accertata ha superato i 30,4 miliardi contro i 27,8 del 2010. Quasi la metà (13,6 miliardi) ha riguardato controlli effettuati tra le imprese di piccole dimensioni e i lavoratori autonomi. E nel 2012 il Fisco punta «su ulteriori risultati positivi», ha sottolineato il direttore dell'Agenzia delle entrate, Attilio Befera. Che però si augura «soprattutto un aumento della tax compliance, ovvero un miglioramento delle entrate in sede di dichiarazione dei redditi» con gli adempimenti spontanei. «Credo che un po' stia cambiando il modo di vedere l'evasione fiscale in Italia, gli evasori stanno riflettendo se davvero vale la pena», ha affermato. Concedendosi una battuta su Maradona: «Se viene a sanare le sue pendenze con il Fisco, ben venga. Io sono suo tifoso». Ma questo non esclude altre operazioni di controlli a tappeto come quelle inaugurate con il blitz di Cortina di Capodanno, condotte dall'Agenzia delle entrate e dalla Guardia di Finanza: «Rientrano nell'attività ordinaria e proseguiranno», ha spiegato. Quanto al redditometro «sarà pronto prima della dichiarazione dei redditi di giugno, siamo in fase di collaudo», ha annunciato Befera. E ha spazzato via le polemiche sul bollino blu: non sarà «una targhetta materiale da applicare alle vetrine» degli commercianti onesti.
 

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