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Il decreto: alle partite Iva dieci miliardi per pagare affitti e bollette Inps al lavoro sugli 800 euro

ROMA — Aiuti a fondo perduto per affitti e bollette per microimprese, commercianti e artigiani per 10 miliardi. Il governo, in vista del varo del decreto Aprile previsto per la prossima settimana, è pronto a mettere sul piatto alcuni miliardi per erogare risorse alle piccole imprese per far fronte ai costi fissi, tra cui appunto affitti e bollette, per i mesi di aprile e maggio.
L’operazione prevede aiuti in denaro proporzionati alla perdita di fatturato delle imprese. Il meccanismo di erogazione è ancora allo studio e, al momento, prevede due soluzioni: la prima è quella di effettuare uno sconto sui contributi Inps per i dipendenti che al momento sono sospesi; la seconda è quella di investire tutta la platea di coloro che otterranno il prestito-liquidità di 25 mila euro dalle banche (in distribuzione da ieri) e di cancellare dalla restituzione una parte del dovuto o, in caso di affitti più alti, l’intero debito.
Della partita fanno parte anche gli enti locali che saranno coinvolti nell’operazione fondo perduto: molti costi fissi, dall’Imu all’imposta sui rifiuti alla tassa sull’occupazione del suolo pubblico, sono imputabili ai Comuni e anche in questo caso ci sarà un intervento di aiuto su commercianti, artigiani e in genere lavoratori autonomi.
La mossa del governo arriva anche dopo alcune critiche dell’opposizione che hanno raffrontato la situazione di Francia e Germania. Tuttavia le erogazioni di Parigi (1.500 euro per 3 mesi) e di Berlino (9.000 euro) sono a fondo perduto, ma con questi soldi gli imprenditori di questi due Paesi devono sostenere affitti e bollette e gli altri costi fissi. In poche parole l’Italia si allinea ai due partner più importanti in Europa.
Il nuovo aiuto consente anche di superare il meccanismo del credito d’imposta al 60 per cento concesso, con il decreto Cura Italia per il mese di marzo, a commercianti ed artigiani. Il problema è che il criterio per accedere al credito è di carattere puramente catastale: possono beneficiare dell’aiuto solo coloro che stanno in un locale accatastato C1, mentre chi fa la stessa attività ma gli è capitato di stare in affitto in un locale accatastato diversamente non prende nulla. Stesso discorso per il tipo di attività: lo sconto è riservato a chi è fuori dalla lista dei servizi essenziali, ma alcune attività aperte (come odontotecnici, autotrasportatori e lavanderie) pagano lo stesso il prezzo della crisi. Per questo la nuova mossa allo studio del governo.
Il pacchetto lavoro, all’interno del decreto Aprile, si preannuncia altrettanto corposo. «Per rinnovare e prolungare le misure servono almeno 25-30 miliardi», calcola il presidente dell’Inps Pasquale Tridico che, in audizione alla Camera, si è impegnato a erogare almeno la Cassa integrazione ordinaria «entro la fine di questo mese»: quella in deroga slitterà a maggio. Ad oggi l’Inps ha pagato l’indennità da 600 euro a 3,5 milioni di autonomi su 4,4 milioni di domande: «Le risorse del decreto marzo bastano ». Ed è pronto – «in 1-2 giorni» – non appena il Cdm varerà il nuovo decreto ad accreditare in modo automatico, «senza rifare la domanda », le mensilità di aprile e maggio il cui importo potrebbe salire a 800 euro. Per quanto riguarda il Rem – Reddito di emergenza al debutto nell’imminente decreto, l’Inps calcola «una spesa di 2 miliardi per 1 milione di famiglie, circa 2,5-3 milioni di persone non coperte da altri strumenti di sostegno ».
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