Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Decreti e riforme, tour de force alle Camere

Dieci riforme in cerca d’autore, dieci leggi sui carboni ardenti. A quasi 500 giorni dalla conquista di palazzo Chigi, per Matteo Renzi e il suo governo iniziano le nuove curve pericolose. Incassato col record di 38 fiducie (quasi 2,5 al mese) il secondo (ma non ultimo) sì al Senato per la “buona scuola”, il premier ex sindaco sta preparando in queste ore la battaglia d’estate. Perfino ipotizzando di tenere inchiodati in agosto ai loro banchi deputati e senatori. Perché le sfide che attendono il Governo in queste settimane sono davvero tante. Forse troppe. E comunque talmente urgenti per un premier che continua ad andare di corsa e a suon di tweet, che non c’è più tempo da perdere. Anche se poi Renzi ha dovuto incassare in questi mesi ripetuti rallentamenti al suo cronoprogramma e ha già messo in preventivo che altri rallentamenti dovrà subire. Ma l’estate il governo cercherà di giocarsela per intero in Parlamento: «Non ci fermeremo», giurano i renziani più ortodossi del cerchio stretto del premier.
Benvenuti nella fabbrica delle leggi. Benvenuti sulla giostra di un Parlamento che si prepara ad affrontare almeno 5-6 settimane di fatiche extra e di voti all’ultimo emendamento. Perché luglio e un pezzo d’agosto, ormai è sicuro, regaleranno sorprese e agguati ad ogni angolo di ogni comma di ogni legge da fare. A cominciare da quelle riforme che per Renzi e i suoi rappresentano il cuore del programma, le promesse ora tutte da mantenere.
La scuola, che avrà il sì finale della Camera solo dopo mercoledì 7 luglio. E poi: la riforma della Rai, ancora ai blocchi in commissione al Senato; la riforma della burocrazia, slittata già di altri 20 giorni alla Camera e che comunque tornerà al Senato; la legge annuale sulla concorrenza, che sempre alla Camera approderà in aula soltanto in autunno e poi farà navetta verso palazzo Madama. Così come la riforma del processo civile. Senza dimenticare i quattro decreti legge in vigore – col carico da novanta di quelli su pensioni, enti locali, diritto fallimentare – che inevitabilmente sottrarranno spazio e tempi vitali alle leggi ordinarie in lista d’attesa.
Per non dire della sfida numero uno, la madre di tutte le leggi per il Governo, quella riforma costituzionale che cancella l’attuale Senato, dà l’addio al bicameralismo perfetto e supera il federalismo fallimentare di un decennio: deve fare ancora due passaggi parlamentari e anche questa settimana non è all’ordine del giorno della commissione Affari costituzionali del Senato. Proprio mentre Renzi vorrebbe farla uscire dal limbo della Camera alta entro l’estate, ottenere in autunno il sì finale di Montecitorio e puntare diritto al referendum nella primavera 2016 con la nuova ondata di elezioni regionali e amministrative. Una sfida tutta da vincere. Che è al centro di una ricerca di compromesso anche con una minoranza dem sempre recalcitrante.
È tremendamente complicato, e denso di trabocchetti, il cammino delle leggi che Renzi vorrebbe mettere in vetrina in tempi stretti e mettersi al petto come tante medagliette al valore del suo governo. Come del resto può dire di essere riuscito a fare col Jobs act, che attende altri pezzi di puzzle applicativi. Nel segno del più classico degli ingorghi parlamentari, come il traffico in centro all’ora di punta. Dove sarà difficile far coincidere percorsi e tempi parlamentari, tanto più in tempi rapidi. Anche perché sullo sfondo, ma non troppo, si agitano altri fantasmi per la maggioranza: la tenuta sul “pacchetto giustizia”, a partire dalla prescrizione dei reati. O il conflitto d’interessi. Materia incandescente. Così come le unioni civili (al Senato), che il socio dell’Ncd non digerisce affatto.
Insomma, allacciamo le cinture e vediamo l’effetto che farà il prossimo giro di giostra parlamentare. E quanto tempo ci vorrà ancora per tutte le leggi nei cassetti. Quella sulla riforma della Pa, ad esempio, già veleggia verso i 500 giorni di navigazione parlamentare. Chissà di quanti altri avrà bisogno prima di approdare alla nobiltà della Gazzetta Ufficiale.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Intervista ad Alessandro Vandelli. L'uscita dopo 37 anni nel gruppo. I rapporti con gli azionisti Un...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

I gestori si stanno riorganizzando in funzione di una advisory evoluta che copra tutte le problemati...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non far pagare alle aziende i contributi dei neo assunti per due anni. È la proposta di Alberto Bom...

Oggi sulla stampa