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«Decisiva per avvicinare i giovani alla lettura»

Maurizio Costa, presidente della Fieg, rifiuta l’immagine della “traversata nel deserto”, durata un anno, per arrivare a questo risultato, che considera «della massima importanza, perché avvicinerà i più giovani alla lettura di quotidiani e periodici. Ma in generale perché darà una spinta per un’editoria più moderna». Eppure la legge di stabilità per il 2015 che aveva abbassato l’Iva al 4% per gli e-book, ma non per quotidiani e periodici in formato digitale, aveva lasciato molto amaro in bocca. «In questo periodo sono arrivati tanti risultati in un quadro coerente e frutto di un’interlocuzione costante con governo e con il Sottosegretario Luca Lotti.
A cosa si riferisce?
Penso soprattutto al Tavolo per l’Editoria che ha prodotto in maniera rapida un Ddl che contiene molti aspetti che consideriamo positivi, importanti per la modernizzazione di tutta la filiera, dagli editori agli edicolanti con l’informatizzazione della rete.
Ora l’inserimento nella legge di stabilità dell’Iva al 4% per quotidiani e periodici in formato digitale.
È un intervento che apprezziamo. Le giovani generazioni sono meno affezionate alla lettura dei giornali su carta. E viceversa lo sviluppo della lettura sui diversi tablet ha un tasso di penetrazione molto più alto. È chiaro che alla luce di queste considerazioni la misura prevista nella legge di stabilità ha un valore non solo economico, ma anche strategico. E il tutto, mi ricollego al discorso iniziale, rientra nel fil rouge di un dialogo aperto con il governo che giudichiamo positvo.
Porterà nuova linfa al segmento delle copie digitali che negli ultimi mesi ha fermato la sua crescita?
Le copie digitali hanno superato quota 500mila di media giornaliera. È chiaro che con questi numeri, ora diventati certamente importanti, la crescita non potrà essere sostenuta come in passato. Al tempo stesso faccio però presente che gli ultimi dati Audipress fotografano un importante trend di crescita per la lettura delle edizioni digitali. E c’è da considerare infine un altro aspetto: l’investimento crescente da parte degli editori che stanno sempre di più arricchendo le loro strategie digitali e multimediali.
Non dimentichiamo però che c’è chi considera morti i giornali. L’Iva al 4% come un metadone?
Come ho detto più volte, rifiuto seccamente questa visione dei giornali morti o moribondi. Ci sono 19 milioni di persone che nel giorno medio leggono i quotidiani e 46 milioni che leggono almeno un quotidiano o un periodico ogni mese. C’è senz’altro una fase di evoluzione. Ma se si offrono prodotti di qualità, di valore, il mercato li accetta. Piuttosto non dimentichiamoci che per il futuro dei giornali la battaglia sulla tutela dei contenuti è basilare.
Lo scorso anno ha duellato aspramente con Google. Ora?
C’è un tavolo di discussione aperto. Spero che a breve possano arrivare risultati. E l’annuncio della digital tax fatto dal premier Renzi è un altro importante segnale.
Non teme però che l’Iva al 4% possa incontrare ostacoli sulla via di Bruxelles? Per gli e-book Francia e Lussemburgo sono finiti sul banco degli imputati.
Recentemente il presidente della Commissione Juncker ha detto che è matura una riconsiderazione di questo aspetto. Una posizione ribadita anche dal vicepresidente della Commissione Ansip. Non vedo problemi in tal senso.

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