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Il decalogo anti-bufale per quattro milioni di studenti

Contro le notizie false, le fake news globali, la presidente della Camera, Laura Boldrini, e la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, domani alle 10 andranno al Liceo Visconti di Roma (Roma centro) a presentare #BastaBufale, il primo progetto di educazione civica digitale per il contrasto all’informazione spazzatura destinato agli studenti delle scuole medie e superiori (sono 4,2 milioni). Presidente e ministra parleranno ai liceali del decalogo contro le bufale messo a punto dopo l’accordo di maggio tra Camera e Miur. Proveranno a spiegare come la circolazione di notizie non verificate possa «creare rischi per la società o diventare pericolosa per le persone». Possa «spaventare, diffamare, umiliare, istigare all’odio e alla violenza, creare angoscia inutile». E possa — storia recente negli Stati Uniti — influire su un esito elettorale.
Le tre leggi fondanti del Decalogo Boldrini sono: “Condividi solo le notizie che hai verificato”. Quindi, “Usa gli strumenti di internet per verificare le notizie” e “chiedi le fonti e chiedi le prove”. Nelle scuole, negli scorsi giorni, è stata inviata la Dichiarazione dei diritti in internet e il ministero dell’Istruzione ha stipulato un accordo con la Federazione nazionale della stampa italiana che mette al centro proprio la cultura dell’informazione e la correttezza delle fonti.
Il decalogo no fake, in verità, per ora ha otto punti all’attivo: gli ultimi due arriveranno dopo le discussioni con gli studenti e i suggerimenti che potranno salire dal basso attraverso una piattaforma online di prossima apertura. Alla voce “Condividi solo notizie che hai verificato” (punto uno) si legge: «Chi mette in giro storie false, e magari trae guadagno dalla loro circolazione, conta sul nostro istinto a condividerle, senza rifletterci troppo. O sul fatto che siamo portati a credere che una notizia sia vera solo perché ci arriva da qualcuno che conosciamo. Non contribuite alla circolazione incontrollata di informazioni scorrette. Resistete alle catene e non fatevi imbrogliare».
Si devono usare gli strumenti che la stessa rete offre per fare le verifiche opportune (punto 2): cercare informazioni su chi pubblica, per esempio, verificare se si tratta di una fonte autorevole o no. «Guarda bene il nome del sito, magari è la parodia di un altro più famoso». Si possono controllare l’autenticità e la data delle foto usando i motori di ricerca. «Cerca un nome citato su siti autorevoli, giornali e tv di qualità». E poi, punto tre, “chiedi le fonti e le prove”. Concretamente: «Guarda se la notizia indica le date e i luoghi precisi in cui avvengono i fatti. Se non lo fa, forse è sbagliata». All’interno di questo lavoro nasce il personaggio “L’incredibile Url”, supereroe a caccia degli errori dei ragazzi in rete.
La ministra Fedeli dice: «Gli studenti non devono essere consumatori passivi di tecnologia, ma diventare produttori consapevoli di informazione e conoscenza. La scuola deve insegnar loro a far crescere queste competenze».

Corrado Zunino

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