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Debutto londinese per il cda Fca sul tavolo l’opzione dell’aumento

Il palazzo è in pieno centro di Londra a due passi da Piccadilly Circus. Costruito negli anni Sessanta dagli architetti Peter e Alison Smithson, è il nuovo quartier generale di Fca e Cnh. Qui domani mattina si terrà la prima riunione del consiglio di amministrazione di quella che un tempo fu la Fiat. Al decimo piano dell’Economist Building, il palazzo che ospita la redazione del settimanale londinese, si trova infatti la nuova sala del consiglio di amministrazione presieduto da John Elkann, al 25 di Saint James’s street.
In queste ore gli arredatori sono al lavoro per completare la nuova sede del cda. Gli uffici dell’ottavo e nono piano saranno invece pronti entro fine anno. Ospiteranno le attività finanziarie delle due società nate dallo spin off di Fiat nel 2011 e dalla fusione di Fiat e Chrysler completata all’inizio di quest’anno con l’acquisto della società americana da parte del gruppo torinese. In Saint James’s street si trasferiranno una settantina di uomini provenienti dalle sedi del Lingotto in Italia e di Detroit e Chicago in America.
La scelta del palazzo è legata alla presenza di Exor, la finanziaria degli Agnelli, nella proprietà del settimanale economico inglese che possiede l’intero edificio e che occupa con la sua redazione cinque dei quindici piani. Exor detiene il 4,72 per cento di Economist.
Il consiglio di amministrazione di domani è il secondo che si tiene fuori dall’Italia per obbligo di legge e non per scelta della società. Il primo si era tenuto in parte in videoconferenza quando Marchionne ed Elkann si trovavano a Wall Street per l’avvio della quotazione alla Borsa Usa. L’andamento del titolo dopo lo sbarco al Nyse è rimasto interlocutorio in attesa delle decisioni che prenderà domani il cda londinese. All’ordine del giorno ci sono infatti i conti del terzo trimestre 2014. Tradizionalmente il Lingotto ha sempre utilizzato la scadenza della terza trimestrale per confermare o modificare i target dell’anno in corso e questo accadrà anche in questa occasione. Ma il primo vero nodo da sciogliere al decimo piano dell’Economist Building è quello dell’eventuale aumento di capitale di Fca. «Tecnicamente – ha ripetuto più volte Marchionne nelle ultime settimane – l’aumento non è necessario perché riteniamo che dal 2016 il piano di nuovi modelli sia in grado di generare cassa da solo. In ogni caso la decisione è del cda». Difficilmente un azionista sceglie la strada dell’aumento di capitale se il suo amministratore delegato ritiene che non sia necessario e dunque, in teoria, domani il cda di Fca dovrebbe decidere di non chiedere denaro ai soci. Ma è altrettanto vero che con il 47 per cento dei diritti di voto della società, Exor potrebbe anche decidere di non seguire l’aumento scegliendo di diluirsi senza mettere a rischio il controllo sulla società. Sarebbe comunque un segnale negativo che difficilmente gli Agnelli sceglierebbero di dare. E’ chiaro che con l’aumento di capitale sarebbe più agevole per Fca sostenere l’impegnativo piano di rilancio dell’Alfa Romeo ed è per questo motivo che diversi analisti negli ultimi giorni hanno continuato a suggerire questa strada a Exor.
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