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Debutta l’arbitro Consob: stravincono i risparmiatori

Quasi un en plein per gli investitori nel primo deposito di decisioni dell’Arbitro per le controversie finanziarie. Su sei decisioni presenti da ieri sul sito dell’Acf cinque sono a favore dei ricorrenti, una è una dichiarazione di inammissibilità. Ancora più importante che le sei decisioni riguardino argomenti molto “caldi” (anche per le banche Venete) di scontro tra intermediari finanziari e clienti.
La n. 1 del 2017, la prima in assoluto, riconosce al cliente di una banca 44.206,80 euro. L’argomento un tema preponderante in questo primo gruppo (ma senza rilievo statistico: è probabile che le decisioni un po’ vengano accorpate per tema) è relativo agli obblighi inerenti l’esecuzione di servizi di investimento, un caso che vede spesso contrasti tra clienti e banche. In particolare il caso affrontato riguarda i cosiddetti “scavalcamenti”. Una volta ricevuto l’ordine di vendita dei propri titoli acquistati dai clienti, le banche avrebbero dovuto procedere in ordine cronologico. Invece secondo l’antica regola italiana di “figli e figliastri” c’era chi era passato avanti e chi era rimasto indietro. E l’Acf ha dunque cominciato a distribuire le prime bacchettate sulla pratica. E se tre delle prime pronunce riguardavano questo argomento, un’altra censura la pratica del cosiddetto “credito baciato”, quando per concedere un credito, al cliente vengono fatti acquistare titoli della banca.
Molto diffuso anche il caso il caso affrontato dalla decisione n. 2 dell’Acf. In questo caso il ricorrente aveva lamentato: «“dopo avermi rassicurato sull’opportunità, convenienza e non rischiosità dell’operazione” (l’intermediario) procedette all’acquisto” (di un titolo obbligazionario di emittente estero) “…per un controvalore pari a € 44.599,70…cifra corrispondente alla totalità del mio portafoglio investito”». In questa situazione, che ha a che fare con la profilatura del cliente, non faticheranno a riconoscersi molti risparmiatori anche per l’acquisto di obbligazioni di emittenti italiani e che ora in tempi di crisi bancarie e risoluzioni si sono visti azzerare i propri risparmi investiti massicciamente sui titoli dell’istituto di fiducia.
In tutto 99.100 euro di rimborsi destinati ai risparmiatori con queste cinque decisioni. Ora gli intermediari avranno 30 giorni per ottemperare. Se non lo faranno dovranno comunicare a Consob la loro decisione e pubblicare l’inadempimento sul loro sito e su due quotidiani a diffusione nazionale. L’Arbitro, presieduto da Gianpaolo Barbuzzi, è a pieno regime e di pronunce ne arriveranno con costanza, visto che a oggi 860 risparmiatori hanno già fatto ricorso.

Antonio Criscione

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