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Debito, Italia e Germania a confronto

di Isabella Bufacchi

I BoT a 12 mesi che andranno in asta oggi segneranno un crollo dei rendimenti rispetto all'ultima emissione che lo scorso dicembre ha registrato un tasso di assegnazione appena sotto il 6 per cento. Ma se anche i Buoni a un anno dovessero calare oggi fin sotto il 3,4%, livello attorno al quale venivano scambiati ieri sul mercato grigio, comunque resteranno troppo lontani dall'ultimo collocamento dei Bubill tedeschi a sei mesi che lo scorso 9 gennaio ha visto 3,9 miliardi venduti al tasso negativo del -0,0122 per cento.
Non è solo una questione di spread tra BTp e Bund, dunque. A segnare la distanza tra il debito pubblico italiano (che equivale al 29% del debito pubblico totale nell'Eurozona) e quello tedesco (il 21% sul totale nell'area dell'euro stando alle stime dell'Agenzia del debito pubblico tedesca), quest'anno soprattutto i mercati guarderanno numerosi indicatori di peso: gli ammontari dei titoli di Stato in emissione e in scadenza, i tassi di assegnazione e il costo del debito, all'interno della nota cornice del debito pubblico e del deficit in rapporto al Pil.
Italia e Germania hanno chiuso il 2011 con uno «spread» tra i volumi dei titoli di Stato collocati sul mercato, differenziale dettato dal debito/Pil italiano che viaggia attorno al 120% rispetto a quello tedesco in area 80 per cento: l'anno scorso il Tesoro italiano ha collocato 421 miliardi di titoli di Stato, al netto delle operazioni di concambio e dei titoli esteri. La Germania ha assegnato 283 miliardi tra Bubill, Schatz, Bobl e Bund.
Nella seconda metà dell'anno, da quando sono iniziate le turbolenze sul rischio-Italia che hanno spinto verso l'alto i rendimenti di BoT, BTp, CTz e CcT, il costo medio all'emissione per l'agenzia del debito tedesca è calato all'1,23% contro il 4,57% registrato nel collocamento dei titoli di Stato italiani. Il costo medio all'emissione nel 2011 per l'Italia si è comunque assestato al 3,61%, stando alle stime del Mef, in quanto nel primo semestre era riuscito a mantenersi basso, al 2,84 per cento.
Il 2012 si presenta impegnativo per l'Italia, in termini di raccolta e di emissioni lorde che orbiteranno attorno ai 450 miliardi, suddivisi prevedibilmente (non sono disponibili numeri ufficiali) tra 200 miliardi di aste a medio-lungo termine e 250 miliardi di aste di BoT (contro uno stock di BoT da 130/150 miliardi). La Germania ha annunciato che quest'anno emetterà 250 miliardi di titoli di Stato, suddivisi in 170 miliardi a medio-lungo termine (Schatz a due anni, Bobl a cinque e Bund a 10 e 30 anni) e 80 miliardi in Bubill. In un'analisi, il Credit Suisse ha commentato ieri che nel 2011 l'agenzia del debito pubblico tedesco aveva stimato emissioni per 302 miliardi, collocandone poi per molto meno.
Anche la spesa per interessi inciderà: in questo caso lo spread tra Italia e Germania è ampio. Nel 2011 la spesa per interessi del Governo federale tedesco (sui titoli di stato, esclusi i Bundeslander e altri capitoli di debito pubblico collegati alla spesa sociale) è ammontata a circa 37 miliardi. Per quanto riguarda l'Italia, il dato definitivo disponibile al momento è quello del 2010, pari a 70,17 miliardi.
Tanto l'Italia quanto la Germania saranno esposte nel 2012 ai venti della crisi del debito pubblico europeo e a nuove tempeste per il rischio di credito sovrano: la ristrutturazione dei titoli di Stato greci con perdite distribuite ai privati, le minacce di pluri-declassamenti sui rating sovrani europei di S&P's, Moody's e Fitch, la fragile tenuta dei conti pubblici spagnoli, portoghesi. Turbolenze che finora hanno spinto verso l'alto i rendimenti dei titoli italiani e verso il basso, fino a livelli negativi, quelli tedeschi.

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