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Debito, Fitch declassa la Spagna

ROMA – Alle 18 passate, quando i mercati europei sono chiusi, Fitch decide di declassare la Spagna. Il taglio è di ben tre gradini, da «A» a «BBB», appena sopra il livello junk, spazzatura. Anche l´outlook è negativo: economia in recessione quest´anno e il prossimo.
Lo «schiaffo» dell´agenzia di rating va ad aggiungersi ad una serie di notizie che riguardano il paese e che incidono sull´andamento dei mercati. La più importante: Madrid supera con successo la temuta asta dei bonos, ma il loro rendimento sale oltre il 6%. La più temuta: il Fondo monetario stima che per ricapitalizzare gli istituti iberici servono 90 miliardi, di cui 50 reperibili sul mercato dalla stessa Spagna. «Illazioni», taglia corto il premier Mariano Rajoy. Ma la stessa Fitch calcola che ristrutturare e ricapitalizzare le banche iberiche costerà fra i 50 e i 60 miliardi di euro. In uno scenario «più estremo», basato su quanto accaduto in Irlanda, la cifra potrebbe arrivare a 100 miliardi. Tra le altre notizie ci sono le stime di S&P sulle sofferenze degli istituti quest´anno e il prossimo (80-112 miliardi) e l´arrivo di un nuovo governatore alla testa della banca centrale: si tratta di Luis Maria Linde che sostituisce Ordonez.
Ignari del declassamento, i mercati cercano giovamento da tutta questa massa di notizie, cui si aggiungono la clamorosa apertura di Angela Merkel per una maggiore unione politica della Ue e lo storico taglio dei tassi in Cina. Tutte le Borse europee respirano anche se riducono i guadagni dopo le dichiarazioni del presidente della Fed Bernanke sul rischio-euro. Da Parigi a Francoforte, da Londra a Madrid, ovunque prevale il segno più. Milano guadagna lo 0,88%. Anche gli spread si distendono un po´: quello tra i Btp italiani e tedeschi resta intorno a quota 431, quello spagnolo scende a 466. C´è il timore che stamani, dopo Fitch, possa di nuovo innalzarsi.
Tanto il premier Monti che il direttore generale della Banca d´Italia, Fabrizio Saccomanni, parlano di un «circolo vizioso» che si è creato in Europa tra la crisi delle banche e del debito sovrano: va spezzato. Per il banchiere oltretutto agisce in modo «perverso» proprio sugli spread. In compenso, forse proprio alla luce della svolta tedesca sull´unione politica, Saccomanni vede «chiare indicazioni» su un prossimo «cambio di passo» nella Ue, da più parti invocato. Il ministro Moavero si aspetta «risultati concreti» dal consiglio Ue di fine giugno: bisogna «mostrare la volontà» di uscire dalla crisi.
Restano i timori per le banche spagnole e per la Grecia. Fitch già avverte che, nel caso di una uscita di Atene dall´euro, tutti i paesi deboli di Eurolandia, Italia e Spagna in testa, verrebbero declassati. Nel rapporto Onu sull´economia si legge che Roma e Madrid sono il maggior rischio per l´area euro. In Grecia la disoccupazione sfiora il 22% e nelle farmacie cominciano a scarseggiare i medicinali.

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