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Il debito batte un altro record. Superata quota 2.500 miliardi

Oltre 2.500 miliardi di debito (2.507,6 per la precisione). Con un aumento di 40,5 miliardi rispetto ad aprile e di 175,7 rispetto al maggio 2019, il debito pubblico vola con le amministrazioni centrali (40,6 miliardi), sottolinea Bankitalia nel suo report su «Finanza pubblica: fabbisogno e debito», a segnare l’aumento più consistente, mentre per quelle locali il debito è sceso di 0,1 miliardi.

Ma spiega Bankitalia, «si tratta di un nuovo record che riflette, oltre al fabbisogno del mese (25 miliardi), l’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (14,5 miliardi); gli scarti e i premi all’emissione e al rimborso, la rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e la variazione del tasso di cambio hanno nel complesso aumentato il debito di ulteriori 1,0 miliardi». Portando così a sforare la soglia dei 2.500 miliardi. L’ultimo record (negativo) era del luglio 2019 quando il debito arrivò a 2.467, 422 miliardi. Oggi è come se ogni italiano avesse più di 41mila euro di debito da pagare, fa i conti l’Unione dei consumatori, quasi 96mila euro a famiglia.

Entrate in calo
Calano anche le entrate tributarie e contributive. Il Tesoro rende noto infatti che quelle contabilizzate nel bilancio dello Stato in maggio sono state pari a 22 miliardi di euro in meno rispetto al maggio 2019, pari all’8,4 per cento in meno. Quelle tributarie hanno avuto un calo del’7,7% (meno 12,908 miliardi). Maggiore il calo, del 9,5%, per quelle contributive, pari a meno 9,360 miliardi di euro in meno nelle casse dello Stato. E questo è dovuto , soprattutto alla sospensione di alcuni versamenti fiscali decisi dal governo per l’emergenza Covid-19, ma anche per il conseguente peggioramento del quadro macro economico. Ecco quindi il gettito Irpef giù del 2,9% con 2,244 miliardi in meno per la sospensione dei versamenti, o le entrate da Iva – meno 18,7% pari a 9,288 miliardi in meno -, o quelle di lotto e lotterie, con una flessione del 42,5% (meno 2,699 miliardi di euro) per la sospensione dei giochi dal 21 marzo al 4 maggio sull’intero territorio nazionale. In calo poi anche le entrate dell’Inps – 8,6 miliardi in meno, 9,5% – per la contrazione delle entrate contributive del settore privato e per lo slittamento dei versamenti contributivi. Ma gli incassi, sottolinea il Tesoro, «dei lavoratori dei dipendenti pubblici risultano in crescita dello 0,4% rispetto al 2019».

Reddito di cittadinanza
E proprio l’Inps ieri ha reso noti i nuovi dati su reddito e pensione di cittadinanza, misure che ormai arrivano a 1,2 milioni di famiglie con un assegno medio di 521 euro. Nel dettaglio, sono 2,8 milioni le persone coinvolte dal reddito di cittadinanza, 131mila i percettori della pensione: l’importo medio è cresciuto fino ad arrivare a 543 euro in giugno, è il più alto da quanto la misura è partita, nel marzo 2019. Spiega l’Inps che l’aumento è dovuto all’aggiornamento della dichiarazione Isee che nel 2020 indica un reddito familiare mediamente più basso rispetto a quello del 2019 e dà quindi diritto ad un sostegno più alto. E dal gennaio 2020, è stato registrato un incremento del 7% del numero dei nuclei beneficiari. Mediamente per il reddito vengono erogati 559 euro al mese, per la pensione 240 euro. Solo l’1% dei nuclei riceve un importo sopra i 1.200 euro. Ma con l’emergenza Covid-19, il reddito è stato ampliato anche a chi è ancora più in difficoltà con il reddito d’emergenza: in giugno su 455mila richiedenti solo alla metà (209mila) è stato concesso il sostegno, mentre al 49% (223mila) è stato rifiutato. In 23mila sono in attesa di risposta. L’importo medio mensile è di 572,48 euro con Campania, Sicilia e Lazio con il maggior numero di percettori. La misura vale solo per due mesi.

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