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Debiti, porta chiusa alle deroghe

di Norberto Villa 

Conti economici appesantiti dagli oneri per la ristrutturazione dei debiti. Non è possibile capitalizzare gli stessi. Se ciò è già avvenuto occorrere porre rimedio a tale situazione. Il principio contabile Oic 6 (si veda ItaliaOggi di ieri) approvato in via definitiva non concede deroghe circa le modalità di contabilizzazione dei costi connessi all'operazione di ristrutturazione. L'indicazione è identica a ciò che era già contenuto nella bozza licenziata nel corso del 2010.

Divieto di capitalizzazione. L'indicazione del principio contabile (necessaria iscrizione delle spese di ristrutturazione quale onere straordinario) trova la sua motivazione nel fatto che non si ravvede in tale ipotesi la possibilità di dimostrare la futura capacità di produrre benefici economici futuri e avere quindi la ragionevole certezza di realizzare tali benefici futuri. È infatti questa la condizione che consente la capitalizzazione dei costi come ampiamente descritto dal principio contabile Oic24 che al paragrafo AIII afferma: «Le immobilizzazioni immateriali sono iscritte nell'attivo patrimoniale solo se (_) si riferiscono a costi effettivamente sostenuti, che non esauriscono la propria utilità nell'esercizio di sostenimento, e manifestano una capacità di produrre benefici economici futuri». In effetti il nuovo principio contabile potrebbe lasciare aperta una minima scappatoia. Lo stesso infatti riferendosi alla carenza della futura capacità di produrre benefici definisce «assai difficile» e non impossibile tale prova. Si ritiene però, anche perché, come sottolinea l'Oic, si è in presenza di una situazione di comprovata difficoltà, che tale affermazione possa essere considerata riferita solo a situazioni teoriche e non invece a quelle operative. L'imputazione a conto economico deve avvenire in base al principio di competenza e quindi considerando i compensi tipicamente riconosciuti agli attori della ristrutturazione (compensi fissi e compensi variabili spesso legati alla buona riuscita del piano) gli stessi sono rilevati nell'esercizio del loro sostenimento e/o maturazione all'interno degli oneri straordinari del conto economico. Inoltre: se gli oneri sono di importo rilevante è bene fornire nello schema di bilancio un'indicazione ad hoc mediante un di cui alla voce E. 21 del conto economico titolato Oneri derivanti dalla ristrutturazione; se i compensi non sono ancora maturati alla data del bilancio occorre valutare l'opportunità di iscrivere un accantonamento per fondi rischi e oneri.

I comportamenti passati. Si deve indagare il comportamento da adottare qualora negli anni passati alcuni oneri di questa natura fossero stati capitalizzati e il loro processo di ammortamento non fosse ancora chiuso. Il nuovo principio contabile si applica a partire dai bilanci relativi all'esercizio in corso alla data di approvazione del documento. Nonostante ciò si ritiene che tali situazioni presentassero fin dall'inizio qualche dubbio circa la loro correttezza. In effetti l'Oic 6 nel motivare la scelta dell'imputazione a conto economico degli oneri di ristrutturazione non introduce nuovi concetti o principi ma semplicemente la giustifica richiamando il principio contabile Oic 24. Quindi si può sostenere che il nuovo documento non è altro (almeno con riguardo a tale situazione) che una sistematizzazione, correlata alla situazione specifica della crisi di impresa, dei contenuti già presenti nei principi contabili in essere. A fronte di ciò la scelta non può che essere dolorosa. Facendo riferimento all'Oic 29, la soluzione corretta è rimediare ora per allora all'errore commesso. Il residuo non ancora ammortizzato deve essere imputato a conto economico (nella parte straordinaria) dandone illustrazione in sede di nota. Ulteriori conseguenze negative potrebbe poi aversi sul fronte fiscale. Non essendo previsto dal testo unico una norma che consente la deducibilità del componente negativo correlato all'azzeramento delle attività immateriali il rischio è quello di costringere il contribuente a imputare a conto economico senza dare rilevanza fiscale allo stesso. Gli oneri già capitalizzati e ora stornati dallo stato patrimoniale ai fini fiscali dovrebbero continuare a essere assoggettati al processo di ammortamento già iniziato.

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