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Debiti Pa: dalla Cdp 10 miliardi

Arriva l’atteso plafond della Cassa depositi e prestiti per l’operazione di cessione dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della Pubblica amministrazione. Sul piatto ci sono 10 miliardi, risorse da utilizzare ad esaurimento per poi valutare, se sarà necessario, eventuali nuovi interventi. La costituzione del plafond è stata deliberata ieri dal consiglio d’amministrazione presieduto da Franco Bassanini, per larga parte ispiratore delle norme contenute nel decreto Irpef (Dl 66/2014) per sbloccare i pagamenti arretrati della Pa.
La Cassa potrà – a seguito della sottoscrizione con Abi di un’apposita Convenzione – acquisire i crediti dalle banche, o dagli intermediari finanziari, ridefinendo in favore della Pubblica amministrazione termini e condizioni di pagamento dei debiti. Anche la convenzione con il sistema bancario sarebbe in dirittura d’arrivo.
Entrambi i passaggi – istituzione del plafond e convenzione – rientrano tra le tappe che tutte le parti coinvolte nell’operazione pagamenti si erano impegnate ad accelerare con il protocollo d’impegni firmato lo scorso 21 luglio al ministero dell’Economia. Un documento che sollecita tutti a un’accelerazione per saldare tutti i debiti come da impegno del governo. Sul termine per raggiungere quest’obiettivo in realtà non sembra esserci assoluta chiarezza. Come noto, il premier Matteo Renzi ha promesso di completare l’operazione, arrivando a quota 60 miliardi di debiti pagati, entro il 21 settembre, giorno di San Matteo. Nella comunicazione che ha fornito dettagli sul protocollo di impegni, invece, il ministero dell’Economia ha fissato come target il 31 dicembre 2014.
Tempistica a parte, l’operazione è ambiziosa. Secondo l’ultimo monitoraggio diffuso dal ministero dell’Economia, al 21 luglio erano stati pagati ai creditori 21,6 miliardi di euro. Per arrivare a quota 60 (sempre che il governo nel frattempo non abbassi le stime sulla reale consistenza dei debiti arretrati) ci sarebbero da sbloccare oltre 38 miliardi in due mesi. Anche per la difficoltà del compito, il protocollo sensibilizza le parti in campo – ministero dell’Economia, amministrazioni locali, Cdp, banche, imprese – ad accelerare le procedure di propria competenza. Regioni, Province e Comuni si sono impegnati a sollecitare le amministrazioni inadempienti o comunque inerti nella richiesta di anticipazioni di liquidità che pure risultano disponibili.
Nel frattempo però, nei giorni scorsi e comunque dopo la firma del protocollo, un emendamento al decreto competitività, approvato al Senato, aveva ridotto la dote per i pagamenti della Pa di 410 milioni nell’ambito di uno stanziamento a favore di Poste Italiane di 535 milioni. Un controsenso, a dire il vero, nel momento in cui si firma un impegno generale a concludere rapidamente tutta l’operazione dei debiti di parte corrente impegnandosi altresì per aprire spazi di manovra anche al pagamento di debiti di parte capitale. La norma proprio in queste ore sarebbe però oggetto di stralcio nel passaggio del decreto alla Camera.

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