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Debiti, fondo garanzia al 2022

Rinviare di un anno l’obbligo di accantonamento al fondo di garanzia per i debiti commerciali per completare l’allineamento dei sistemi contabili con la piattaforma dei crediti commerciali (Pcc) e rafforzare gli strumenti centralizzati di monitoraggio degli scostamenti più rilevanti. E’ questa la motivazione con cui l’Anci ha riproposto per la conversione del decreto Milleproroghe l’emendamento per prorogare al 2022 l’entrata in vigore delle sanzioni previste dai commi 859 e seguenti della legge di bilancio 2019. A legislazione vigente tale disciplina decorre dal 2021 e si applica in conseguenza della violazione dei termini di pagamento delle transazioni commerciali o della mancata riduzione del debito pregresso. Si tratta di inadempimenti che sono rilevati attraverso indicatori calcolati a partire dalle informazioni registrate Pcc alla quale il legislatore ha assegnato il ruolo di base informativa unica per il monitoraggio dei tempi di pagamento dei debiti commerciali. In tale quadro, annota Anci, è evidente che l’applicazione immediata porrebbe seri problemi attuativi legati al non completo allineamento del contenuto informativo della Piattaforma crediti commerciali con le scritture contabili locali. I problemi applicativi sollevati dalla piattaforma, infatti, in buona parte risolti con l’introduzione di Siope+, richiedono tuttavia agli enti un ulteriore sforzo per l’allineamento del pregresso e per il completamento dell’integrazione fra procedure informatiche di contabilità locali e Siope+. Appare, inoltre, inopportuna l’eventuale introduzione di una norma specifica che preveda, limitatamente all’esercizio di prima applicazione dell’obbligo di accantonamento, la possibilità di utilizzare una diversa modalità di calcolo degli indicatori che parta dalle informazioni registrate nelle contabilità locali. Tale previsione, infatti, peraltro già introdotta con il dl 124/2019 e subito dopo soppressa dalla legge n.160, avrebbe l’effetto di generare incertezza nelle amministrazioni pubbliche impegnate nelle attività di allineamento e corretta alimentazione della Pcc, che la norma pone come riferimento esclusivo per il monitoraggio dei debiti commerciali. D’altra parte, l’eventuale mancata proroga non appare convergente con gli obiettivi degli interventi messi in campo dalla Ragioneria generale dello Stato, d’intesa con Anci, nei confronti degli enti locali, in particolare nei riguardi di quelli che mostrano condizioni di maggior scostamento dalla regolarità dei pagamenti e dallo smaltimento di stock di debito rilevanti. Detti interventi, infatti, incluse le iniziative in fase di avvio che mirano ad incentivare l’utilizzo esclusivo di Siope+ per la gestione dei casi complessi (note di credito, sospensione dei documenti, etc), non vanno nella direzione di un monitoraggio distribuito e diffuso nel territorio ma, al contrario, sono orientati al consolidamento del sistema centrale grazie al quale sarà possibile ottenere nel corso del 2021 risultati significativi, accentuando la tendenza al miglioramento della gestione del debito commerciale che già si è rilevata con riferimento al triennio 2017-2019 e al primo semestre del 2020. Infine Anci ricorda che l’imposizione già nel 2021 di obblighi formali di accantonamento rischia di produrre impatti controproducenti sulle situazioni finanziarie più fragili.

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