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Debiti Equitalia, niente blocco

Pagamenti più rapidi anche per le aziende che abbiano ricevuto cartelle di pagamento da Equitalia per mancato versamento di tributi. Il decreto fiscale spinge le pubbliche amministrazioni appaltanti a effettuare i pagamenti di somme superiori ai 10 mila euro ai propri appaltatori, anche se le verifiche telematiche previste dall’articolo 48-bis del dpr 602/1973 sulla regolarità della posizione in tema di imposte e tasse diano «semaforo rosso». Infatti, l’articolo 1 del decreto fiscale, a seguito degli emendamenti approvati in Parlamento modifica l’articolo 19 del dpr 602/1972 e allenta il cosiddetto «blocco dei pagamenti» previsti dal citato articolo 48-bis.

Per il decreto fiscale si profila poi un esame sprint al senato. Sono circa 150 gli emendamenti al dl fiscale presentati per l’Aula del senato. Il testo approvato dalla camera ha iniziato ieri il suo brevissimo iter della terza lettura: iniziato alle 15 l’esame delle commissioni bilancio e finanze, già alle 18 l’approdo in aula dove il decreto per le semplificazioni fiscali, che scade il 1° maggio, sarà approvato oggi quasi sicuramente con voto di fiducia. Quella del senato sarà l’approvazione definitiva del dl.

La norma introdotta dal decreto fiscale, nella sostanza, impone alle pubbliche amministrazioni di pagare alle imprese, qualora l’importo della somma risulti più elevato del debito che l’impresa ha nei confronti dell’Erario, le somme che eccedono l’ammontare delle imposte non pagate, comprensivo delle spese e degli interessi di mora dovuti.

In questo modo, fermo restano l’obbligo per le imprese di adempiere alle obbligazioni tributarie contratte, si sventa l’eventualità che a causa di cartelle di pagamento magari di importi non molto elevati, un’impresa subisca la sospensione o il mancato pagamento di un’intera prestazione contrattuale di valore molto superiore.

Si tratta di una misura con ogni evidenza tendente a reimmettere nel circuito risorse finanziarie fresche, così da permettere alle imprese di fare almeno parzialmente fronte alle proprie spese. Tanto è vero che l’articolo 19 novellato del dpr 602/1973 dispone che il mancato pagamento dell’eccedenza tra debito dell’azienda verso l’erario e importo contrattuale dovuto dall’amministrazione costituisce violazione dei doveri d’ufficio. La stessa responsabilità scatterà laddove, ai sensi dell’articolo 3, commi 5 e 6, del decreto del ministero dell’economia 40/2008, l’appaltatore adempia in tutto o in parte all’obbligo tributario o decorrano i 30 giorni senza che l’agente della riscossione abbia notificato l’ordine del versamento delle somme oggetto delle cartelle e non intervenga il pagamento dell’amministrazione.

L’intento del legislatore di accelerare i pagamenti rende, tuttavia, la connessa procedura una vera e propria corsa a ostacoli per le pubbliche amministrazioni. Il pagamento, prima delle riforme recenti era una conseguenza sostanzialmente automatica al provvedimento di «liquidazione», consistente nell’accertamento che la prestazione contrattuale fosse stata regolarmente effettuata sulla base di un contratto e di un impegno di spesa preesistente. Per effetto della normativa vigente, non solo per i lavori pubblici, ma anche per servizi e forniture il dpr 207/2010 impone al responsabile del procedimento o direttore dell’esecuzione di elaborare un certificato di pagamento che preceda e costituisca presupposto della liquidazione. Ma, allo scopo di dare corso a tale provvedimento occorre acquisire un Durc valido favorevole.

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