Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Debiti dello Stato con le imprese. l´Italia incassa l´ok dell´Europa

BRUXELLES – «Bisogna fare di più». Sono le due di giovedì notte quando Monti tira le somme del summit che si è appena chiuso a Bruxelles. Fuori l´aria è insolitamente mite, ma al tavolo dei leader il clima era ben diverso. Un buon segnale, se si vuole. Persa la sua spalla, Nicolas Sarkozy, Angela Merkel deve affrontare un dibattito aperto con i partner Ue. Prima erano loro due a decidere di cosa parlare, ora è il contrario: sono Hollande, Monti, Cameron e Rajoi a spartirsi i compiti e condurre il dibattito. Così al Consiglio europeo irrompono i temi “blasfemi”: Eurobond, Bce, Golden Rule e debiti pubblici.
Il New York Times parla di «fallimento», lo stesso Monti ammette che prima di brindare bisogna ancora spingere, ma in fondo il summit non era chiamato a prendere decisioni, bensì ad avviare il dibattito sulla crescita in vista di quello decisivo del 28 giugno. Certo, con l´Unione sull´orlo del precipizio – stretta tra recessione e Grecia – gli europei potevano fare di più. Ma per una fonte di governo italiana «se superiamo la crisi di Atene e andiamo avanti così qualcosa di buono l´Europa lo farà».
Nel chiuso del vertice qualche passo avanti lo si vede. Via libera ai project bond (superate le perplessità tedesche) che potrebbero portare fino a 4,5 miliardi di investimenti. Poi 10 miliardi di aumento di capitale per la Bei (scavalcati i dubbi britannici) per generare 180 miliardi di infrastrutture. Infine l´uso dei fondi strutturali per la crescita. Sul minimo del minimo – decisioni in parte già prese in passato – dunque i 27 chiudono. Ma se a non arricchiranno questo piano per la crescita da varare a giugno allora sì che si potrà parlare di catastrofico flop.
E qui entrano i temi controversi, come i cavalli di battaglia di Monti per abbinare crescita e rigore. Il successo arriva sui pagamenti dei debiti della Pubblica amministrazione verso le imprese. Una montagna da 70 miliardi che il governo ha iniziato a scalare ma la cui cima resta lontana. Monti chiedeva un ok al loro pagamento senza che le somme venissero calcolate nel debito pubblico. Negativo. Ma c´è la scappatoia: la Merkel e la Commissione hanno detto al premier di pagare pure le imprese creditrici, anche se questo farà salire il debito pubblico del 3-4% (già oggi è al 123,5% del Pil): l´Europa, è la garanzia, non lo sanzionerà. A patto che tutto venga smaltito entro il 2015, quando entrerà in vigore l´obbligo di tagliare il debito previsto dal Fiscal Compact. A quel punto niente sconti.
C´è poi uno spiraglio sulla Golden Rule, la richiesta italiana di non conteggiare nel deficit le spese che generano crescita. Al termine del summit il premier dice ai suoi: «La Merkel e Barroso hanno fatto una prima apertura». Sulla regola aurea Monti e il ministro Moavero hanno condotto un negoziato lungo mesi, anche ammorbidendo la proposta iniziale. Così ora può passare. Ma resta un problema: per Monti Bruxelles dovrà giudicare se un investimento potrà essere sfilato dagli obiettivi di abbattimento del deficit prima che i soldi vengano spesi. La Commissione si riserva un giudizio ex post, con il rischio che un governo spenda soldi che poi saranno scontati dagli obiettivi di risanamento. Per questo sembra difficile che la regola aurea passi già a giugno.
Ci sono poi i temi ancora più spinosi, Eurobond e Bce. A portarli è Hollande che guardando alle legislative di giugno fa il pasdaran. Così quando la Merkel ribadisce i suoi “nein” alle euro-obbligazioni viene travolta da Hollande, Monti, Cameron, Di Rupo, Juncker, Barroso e Van Rompuy. Ai quali si sommano altri leader, la maggioranza. Così la richiesta della Cancelliera di non iniziare nemmeno la discussione viene spazzata. Per questo Monti pensa che a medio termine si faranno. Infine la Bce: Hollande chiede di cambiarne lo statuto in stile Fed. Ma i tempi per questa rivoluzione non sembrano maturi.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Almeno per ora il pericolo è scampato. Ma è difficile capire quanto ancora la rete di protezione l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Mario Draghi ha deciso di scrivere personalmente il nuovo Recovery Plan italiano. Lo farà insieme a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Gli sherpa sono al lavoro per invitare Mario Draghi nella capitale francese. Emmanuel Macron vorrebb...

Oggi sulla stampa