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Debiti delle banche, garanzie dello stato

Debiti delle banche garantiti dallo stato.

I bond saranno emessi a tasso fisso e denominati in euro. Il provvedimento dovrebbe abbattere i costi di raccolta e si spera contenere i tassi di mutui e prestiti per i clienti. Sottoscrivete pure obbligazioni bancarie, garantisce lo stato. Si può sintetizzare in questo modo la norma contenuta nella bozza di manovra licenziata dal Consiglio dei Ministri di domenica.

Si tratta di una delle norme che più di altre stravolge il sistema finanziario italiano.

Il ministero dell'Economia e delle Finanze è autorizzato fino alla metà dell'anno prossimo, il 30 giugno del 2012, a offrire garanzie sui titoli di debito emessi dalle banche. I bond potranno avere scadenza compresa fra i 3 mesi e i 5 anni. Dal 1° gennaio del prossimo anno le obbligazioni garantite potranno essere anche quelle fino a 7 anni se hanno come collaterale a loro volta crediti vantati dalla banca.

La norma ha un'importante obiettivo: abbassare i costi di raccolta delle banche. La raccolta per gli istituti di credito agli attuali tassi di mercato è insostenibile sul lungo periodo, valori dell'8-9% per titoli compresi fra cinque e dieci anni, oltre il 6% per le scadenze più brevi. Gli alti costi della raccolta si sono riflessi anche sugli impieghi. I tassi sui mutui e prestiti a tasso fisso e variabile sono saliti oltre il 3-4%.

Le banche fin qui per mitigare i costi dell'indebitamento hanno fatto appello alla clientela privata. I clienti erano molto più generosi del mercato nel finanziamento delle banche. I conti di deposito liberi e vincolati con tassi fra il 3 e il 4% sono proliferati in questi mesi. I clienti li trovavano allettanti rispetto a quanto proposto solo alcuni semestri fa quando spuntare il 2% era un'operazione ambiziosa.

Si tratterà di capire a questo punto se la misura della garanzia sarà efficace. Il dubbio c'è. Lo stato era considerato fino a pochi mesi fa, non più tardi di maggio, un debitore solvente. Nei mesi scorsi però l'acuirsi della crisi finanziaria ha stravolto completamente il concetto di rischio, per cui la garanzia dello stato si è molto appannata. Le cose sui mercati però cambiano molto in fretta e la presentazione della bozza di manovra ha migliorato sicuramente il sentiment.

Per capire se la norma aiuta o meno il sistema bancario nell'immediato però è sufficiente guardare la performance di chiusura delle banche il giorno dell'annuncio della manovra: Banco Popolare +11,65%, Monte dei Paschi Siena +10,68%, Popolare di Milano +7,68%. E non si tratta del «vento» di un rialzo generalizzato, fra i primi cinque titoli 3 sono bancari.

Tornando al dettaglio del provvedimento la garanzia non sarà fornita alle banche a costo zero. Gli istituti di credito pagheranno al ministero dell'Economia una commissione fissa pari allo 0,40% sul valore nominale. In aggiunta alla tariffa fissa ci sarà una commissione variabile che terrà conto del rischio specifico della banca. Tale rischio sarà misurato come spread sui tassi emessi da altre banche e sui titoli dello stato emessi dai paesi membri dell'Unione Europea. Per i titoli inferiori ai 12 mesi la commissione fissa pagata dalle banche sarà dello 0,50%. La commissione variabile invece terrà conto del rating con un addizionale che va dallo 0,20% allo 0,40%.

Le garanzie offerte alle banche saranno iscritte nel bilancio statale nei conti d'ordine allegati. Lo stato accantonerà per far fronte alle garanzie comunque 200 milioni di euro l'anno per il periodo 2012-2016.

Le emissioni garantite non saranno però illimitate, non potranno superare il patrimonio di vigilanza della singola banca. Per dare il via alle operazioni sarà necessario l'autorizzazione della Banca d'Italia che farà una valutazione sull'adeguatezza patrimoniale.

Le obbligazioni bancarie garantite dallo stato saranno però riconoscibili in quanto avranno specifiche caratteristiche stabilite per legge: tasso fisso, denominazione in euro, rimborso in un'unica soluzione. Le garanzie statali valgono sia per la parte interessi che per quella capitale.

Le banche che emettono obbligazioni non potranno abusare commercialmente dell'aiuto fornito dallo stato.

Il Consiglio dei ministri non si assume però la «paternità» della norma. L'articolo che introduce la disposizione si richiama a una comunicazione della Commissione europea concernente misure di sostegno al sistema bancario nel contesto della crisi finanziaria.

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