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Debiti della Pa, pagati 26 miliardi alle imprese

I dati aggiornati a fine giugno relativi ai debiti pregressi della Pa mostrano che sono stati «messi a disposizione 30 miliardi e pagati 26 miliardi». Nel corso di un’audizione presso la Commissione bicamerale per l’Anagrafe tributaria, il Ragioniere generale dello Stato, Daniele Franco ha spiegato che sono a disposizione risorse complessive per 56 miliardi. Sono quindi altri 30 miliardi nella disponibilità degli enti e in buona parte pagati nel corso del 2014. Si tratta – ha osservato Franco – di un importo «significativo. Tutti i decreti per smobilizzare le risorse o sono stati fatti o sono vicinissimi alla conclusione». Dal 1° luglio è partita la piattaforma per la certificazione dei crediti e la possibilità di scontarli presso le banche con la garanzia dello Stato, ma la vera sfida scatterà a marzo del prossimo anno quando tutte le amministrazioni dovranno adottare la fatturazione elettronica. Operazione che consentirà di ottenere risparmi «fino a 6,5 miliardi alla fine del processo. Già dal 6 giugno l’obbligo della fatturazione elettronica si applica a diverse amministrazioni centrali. Il passaggio successivo riguarderà anche gli enti locali. «Si tratta di un passo importante per monitorare la valutazione dell’efficienza della spesa».
Questione che è stata al centro ieri di una mega riunione al ministero dell’Economia con tutti i soggetti coinvolti, Abi, Cdp, Anci, Regioni, Rete Imprese, Confindustria, commercialisti.
L’obiettivo – si osserva al Mef – è rispettare il timing previsto dal presidente del Consiglio, e per questo «serve la collaborazione e l’impegno di tutti». Resta aperta la questione dell’esatta quantificazione dello stock dei debiti della Pa. Franco ricorda come la prima stima della Banca d’Italia (90 miliardi) includeva anche «i debiti del giorno prima e quindi una parte è fisiologica, e in ogni caso l’ultima relazione sul 2013 stimava i debiti a quota 75 miliardi». «Ogni euro rimborsato in conto capitale è un euro di indebitamento netto in più. Si tratta, come hanno detto i ministri Padoan e Saccomanni, di trovare margini nel bilancio pubblico per risolvere il problema», osserva Franco.
Quanto allo stato di attuazione della spending review, la Ragioneria sta offrendo il suo sostegno «in modo sistematico, nel rispetto delle regole».
Sul tema delle privatizzazioni, il presidente della Cassa depositi e prestiti, Franco Bassanini, nega che si tratti di «operazioni di svendita. Abbiamo naturalmente il problema di mantenere un livello di capitalizzazione che ci viene richiesto dalla Banca d’Italia. Il nostro obiettivo è stato quello di aprire strumenti e prospettive di crescita ai nostri asset e attività». In serata il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan ha incontrato il consiglio dell’Ufficio parlamentare di Bilancio guidato da Giuseppe Pisauro, per definire le linee guida del protocollo di intesa che regolerà la trasmissione dei flussi informativi tra ministero e Upb.

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