Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Debiti Anche le famiglie potranno «ristrutturarli»

Avete un mutuo, un finanziamento e magari anche un rimborso rateale applicato alla carta di credito? Se siete in difficoltà e non riuscite più a pagare alle scadenze giuste, ora potrete chiedere al giudice la ristrutturazione del debito. Come fanno le aziende. Con il decreto Crescita 2 del gennaio 2012 e le successive modifiche inserite nell’ultima finanziaria dello scorso dicembre, è stata introdotta una «specifica procedura» per il consumatore, vale a dire ogni persona fisica indebitata per motivi diversi dalla propria attività lavorativa.
Nuovo
Una novità per il nostro ordinamento giuridico che si è così allineato a quello degli altri paesi europei. Come funziona? Con l’assistenza di organismi appositamente istituiti che, però, non ci sono ancora, perché mancano i provvedimenti attuativi, il consumatore predispone un piano di ristrutturazione del debito da sottoporre al giudice. Il quale valuterà la fattibilità, in base anche alle garanzie offerte e lo approverà senza dover chiedere il parere dei creditori. E’ questa la seconda novità nel nostro panorama giuridico, a favore del consumatore.
Naturalmente, sulla decisione del giudice peserà, non solo la bontà del piano e delle garanzie offerte (che possono essere beni liquidabili o garanzie personali di terze persone affidabili), ma conterà anche la buona condotta dello stesso proponente.
Il comportamento corretto, tra l’altro, potrà essere premiato anche con «l’esdebitazione», che è l’altra norma inedita introdotta dal legislatore. Che cosa vuole dire? Una volta liquidati i beni e valutata positivamente la condotta di chi chiede il piano, il giudice può concedere, nell’arco di quattro anni, l’azzeramento dei debiti residui.
Tempi
E’ innegabile che questa legge era ormai necessaria, anche alla luce della crisi perdurante che sta mettendo a dura prova le famiglie italiane che fanno sempre più fatica a far quadrare il bilancio. Secondo la Banca d’Italia, il reddito degli italiani è in costante contrazione (dall’ultima rilevazione nel secondo trimestre 2012, il reddito si era ulteriormente contratto del 3,9% rispetto allo stesso periodo del 2011) e le famiglie, pur essendo ancora le meno indebitate d’Europa, hanno già impegnato il 65% delle proprie entrate.
Il totale dei debiti nei confronti di banche e società finanziarie, a fine 2011 (ultimo dato disponibile), era pari a circa 480 miliardi di euro. E, nel 2012 il dato potrebbe essere anche lievitato. Da una prima stima di Gianni Amprino presidente di Unirec (l’associazione di categoria delle imprese di recupero crediti) in fase di raccolta dei dati per il rapporto annuale 2012, la situazione debitoria di famiglie e imprese resta difficile. Ben venga, dunque, questa legge a maggiore tutela dei consumatori. Saranno però necessari alcuni correttivi di procedura che nell’attuale testo è ancora molto macchinosa.
«Purtroppo — commenta l’onorevole Francesca Cilluffo, relatrice del disegno sul sovraindebitamento — il testo è stato inserito nella legge finanziaria, votata con la fiducia, impedendo, così, alla Commissione parlamentare di apportare gli opportuni emendamenti migliorativi per semplificare le procedure e renderle meno costose. Mi auguro, quindi, che nella prossima legislatura si rimetta subito mano al provvedimento, risolvendo tutte le criticità e si proceda rapidamente all’emanazione dei provvedimenti attuativi per l’istituzione degli organismi».
In ogni caso, il ricorso al Tribunale, rappresenta l’extrema ratio. Un strada da seguire quando sono fallite tutte le altre vie, quando i creditori sono diversi e il consumatore, da solo, non ha la forza contrattuale per trattare. Oggi, finanziarie e banche, nella maggioranza dei casi, si rendono disponibili a trovare un accordo con il cliente, allungando il piano di rientro di mutui e prestiti o concedendo un nuovo finanziamento.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Cdp ha appena celebrato il più grande matrimonio del 2020, quello che ha portato alle nozze Sia (4,...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Era nell’aria, adesso c’è la conferma ufficiale: l’Opa del Crédit Agricole Italia è «inatt...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Iccrea esce dal capitale di Satispay ma non abbandona il fintech. L'operazione, anzi, ha l'obiettivo...

Oggi sulla stampa