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De Meo: per rilanciare l’auto incentivi anche sull’usato

«In questa fase di transizione dell’industria dell’auto servono gli aiuti governativi e una maggiore diffusione di colonnine di ricarica per facilitare gli acquisti di vetture elettriche o ibride». Questo il messaggio lanciato da Luca de Meo, ceo di Renault, durante la sua prima visita in Italia da capo del gruppo francese. Un incontro, nella filiale romana, per presentare il nuovo direttore generale Raffaele Fusilli, il primo italiano alla testa di Renault Italia, e per galvanizzare sia i dipendenti sia la rete dei concessionari, consolidando l’importanza del nostro mercato per tutti i marchi della Losanga. «E’ necessario avere incentivi anche sull’usato — ha dichiarato de Meo — servono per svecchiare il parco circolante, per consentire il passaggio a chi possiede auto Euro 2 e Euro 3 a modelli Euro 6 e per svegliare i mercati apatici europei, compresi quelli di Italia e Francia».

Il manager ha ribadito, come tutti gli altri costruttori, la strategia che la sua società sta portando avanti verso l’elettrificazione, quell’accelerazione storica annunciata, a gennaio, nel suo piano industriale, battezzato Renaulution, che si compone di nuovi tasselli. De Meo ha promesso vetture «competitive, popolari, che durino nel tempo» e vede, entro il 2030, il marchio Renault, per il 90 per cento, vendere veicoli solo elettrici. Ha ricordato, nello stesso tempo, che una transizione elettrica troppo rapida potrebbe costare un calo dell’occupazione nella filiera della componentistica (i motori elettrici necessitano di meno componenti rispetto ai motori termici), compensato ampiamente dai nuovi lavori che si creeranno nell’ambito elettronico e nella costruzione delle batterie.

Per de Meo le sfide non si fermano agli investimenti, alla scelta dei modelli futuri, al posizionamento dei brand, tra cui Dacia che dovrà «fornire qualità e prezzi contenuti», ma vuole cercare orizzonti diversi, in primo luogo rientrare in Cina, da dove Renault manca dal 2016. Nel 2020 aveva affermato che «nel 2030 un costruttore che ignori la Cina sarà paragonabile a un tavolo con tre gambe». Nei mesi scorsi ha formato, in silenzio, una squadra: sono stati nominati il direttore di Renault Cina, Weiming Soh, uno dei dirigenti maggiormente rispettati nella nazione, essendo stato vice presidente del gruppo Volkswagen nel paese della Grande Muraglia, e il responsabile vendite e marketing Cedric Journel, proveniente sempre da Volkswagen.

De Meo sta esplorando la strada, vuole giocare la carta Alpine, il brand sportivo del gruppo che potrebbe essere apprezzato da chi sceglie sempre più auto di lusso, particolarmente dinamiche. Lo testimoniano i successi di Audi, Bmw e Mercedes. Dovrà essere rafforzata la notorietà del marchio, per questo la squadra di Formula 1 è stata chiamata Alpine, anzi non si esclude che un pilota cinese potrà, molto presto, correre in pista.

La commercializzazione non partirà prima del 2024 quando saranno pronti i tre nuovi modelli Alpine, tra cui un suv, tutti elettrici.

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