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De Juniac: «Per Alitalia ristrutturazione urgente»

«No news». Alexandre de Juniac, presidente di Air France-Klm, ha risposto così, durante la conferenza stampa di presentazione dei risultati 2013 del gruppo, alle immancabili domande su Alitalia. Di cui la compagnia franco-olandese, che non ha partecipato all’ultimo aumento di capitale, possiede il 7 per cento.
«Non ho mai detto che il capitolo Alitalia è chiuso – ha ripetuto de Juniac – ma ripeto che la partita si potrà riaprire solo quando saranno soddisfatte le condizioni che abbiamo posto a suo tempo e che non sono mai cambiate. Sulla ristrutturazione industriale, sul debito e sulla riduzione dei costi. Credo peraltro che siano le stesse poste anche da Etihad. Con la quale c’è un ottimo rapporto di collaborazione, che intendiamo peraltro rafforzare e arricchire, ma con cui non abbiamo discussioni in corso sul dossier Alitalia».
Il presidente di Air France-Klm ha comunque colto l’occasione per lanciare l’ennesimo allarme sulle prospettive della compagnia italiana: «È urgente, e sottolineo urgente, che si rendano operative al più presto le misure di ristrutturazione già decise, a partire dall’indispensabile ricorso alla cassa integrazione. Anche perché la crescente concorrenza delle compagnie low cost rende la situazione sempre più critica».
Sa di cosa parla, de Juniac. Visto che il suo gruppo, sull’orlo del baratro a fine 2011, ha avviato un piano (Transform 2015) grazie al quale c’è stata una riduzione di costi per 700 milioni tra 2012 e 2013 (260 milioni il primo anno e 470 il secondo), con il taglio dell’8% della forza lavoro (il numero dei dipendenti passerà dai 106.100 di fine 2011 ai 98mila previsti alla fine del 2014) e risparmi sul solo costo del lavoro per 380 milioni.
Proprio grazie a Transform – e al miglioramento del livello del servizio, soprattutto sul lungo raggio – il gruppo sta cominciando a vedere l’uscita dal tunnel. Se infatti le perdite contabili sono aumentate (da 1,2 a 1,8 miliardi, ma solo a causa di poste straordinarie, 937 milioni di svalutazione delle detrazioni fiscali legate alle perdite accumulate tra 2008 e 2010 e 119 milioni di svalutazione della quota di Alitalia, ora in carico a 23 milioni) quelle “reali” sono state praticamente dimezzate(da 696 a 349 milioni).
Ma soprattutto è tornato in positivo il risultato operativo (per 130 milioni, rispetto al rosso di 336 milioni dell’esercizio precedente), mentre l’Ebitda è nettamente migliorato, da 1,4 a 1,85 miliardi. Il debito, infine, è stato ridotto, più del previsto, da 6 a 5,3 miliardi. Con ricavi lievemente saliti (dello 0,4%) a 25,5 miliardi. Come sempre, il gruppo non fornisce dati specifici delle due compagnie, ma a proposito del risultato operativo de Juniac ha spiegato che Air France rimane ancora in rosso (contrariamente a Klm).
Le maggiori soddisfazioni sono venute dalla principale attività, quella passeggeri, il cui risultato operativo è migliorato di 434 milioni a 174 milioni (grazie al lungo raggio, perché il medio, pur avendo ridotto le perdite di 180 milioni, rimane in rosso per 620 milioni). Così come i problemi più grossi vengono dall’attività cargo, ancora in perdita per 202 milioni.
De Juniac ha parlato di «una trasformazione profonda che consentirà di ritrovare la strada di una crescita redditizia fin dal 2014», pur senza fornire previsioni puntuali. Se non quelle già note, di un Ebitda a 2,5 miliardi quest’anno e un debito a 4,5 miliardi l’anno prossimo.
Il gruppo allunga inoltre la lista delle sue partnership strategiche sulle rotte intercontinentali. Ha infatti firmato un accordo di code sharing e di coordinamento delle strutture di vendita con Gol. Mettendo anche 100 milioni sul tavolo per acquisire l’1,5% della compagnia brasiliana.

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