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De Benedetti esce dalla Sapa. Al via la successione ai figli

Punto primo: l’intero capitale sociale passerà gratuitamente ai tre figli. Punto secondo: la presidenza della società sarà a turnazione tra i fratelli. Punto terzo: la forma giuridica della società non cambierà e resterà quella di accomandita. Con questo «patto di famiglia» che – secondo indiscrezioni – sarà sigillato nei prossimi giorni Carlo De Benedetti chiude formalmente la successione. Una successione già tracciata a grandi linee dal fondatore del gruppo Cir-Cofide lo scorso ottobre e che ora è in dirittura d’arrivo.
Secondo quanto si apprende la Carlo De Benedetti & C Sapa, la holding a capo del gruppo Cir-Cofide attivo nell’automotive (Sogefi) editoria (Repubblica-Espresso) ed energia (Sorgenia) e sanità (Kos), è al lavoro sulla nuova struttura proprietaria. Attualmente la holding vede Carlo De Benedetti in posizione di maggioranza con il 70% attraverso una società semplice e il resto del capitale suddiviso tra i tre fratelli Rodolfo, Marco e Edoardo con il 7,5% ciascuno. La transizione in arrivo, quasi unica nel suo genere con il fondatore ancora in vita, si perfezionerà con il trasferimento gratuito delle quote della Cdb Sapa ai figli attraverso la modalità del cosiddetto “patto di famiglia”.
Rodolfo, Marco e Edoardo saranno così proprietari della totalità del capitale della società (99,99%, Franca Bruna Segre resterà titolare dello 0,01%). Non è ancora chiara la ripartizione tra i fratelli. Secondo alcune fonti Rodolfo, peraltro l’unico tra i figli a essere operativo all’interno del gruppo, dovrebbe avere una quota superiore rispetto a Marco (a capo del fondo Carlyle in Europa) ed Edoardo (medico in Svizzera), ma mancano conferme su questo punto. L’unità famigliare e la voglia di dare continuità a una azienda nata a metà degli anni settanta è però confermata da due decisioni prese all’interno della famiglia. In primo luogo l’attuale denominazione della società, con il riferimento al padre Carlo De Benedetti, sarà mantenuta. Ma, soprattutto, i tre azionisti hanno deciso di turnarsi alla presidenza della Sapa con mandati triennali assicurando, quindi, una assoluta pariteticità di ruoli all’interno della holding.
Rodolfo, primogenito di Carlo e amministratore delegato della Cir, continuerà a occuparsi dei business del gruppo e assumerà il prossimo 29 aprile anche la presidenza esecutiva delle holding Cofide e Cir. In proposito, nella holding industriale Cir, dopo l’assemblea di fine aprile, la struttura di vertice sarà composta da Rodolfo De Benedetti (presidente esecutivo) e Monica Mondardini (amministratore delegato), che manterrà l’incarico di amministratore delegato dell’Espresso.
Il passaggio di consegne all’interno della Sapa segna così quel ricambio generazionale che l’Ingegnere ha in più occasione definito necessario. Non solo all’interno delle grandi aziende come il gruppo Cir-Cofide, ma più in generale all’interno di «un capitalismo troppo rivolto al passato», come dichiarato nell’intervista rilasciata al Sole 24 Ore lo scorso 30 ottobre («Se questa mia scelta aiuterà a un più ampio passaggio generazionale ne sarò contento, per l’Italia, non per me, perché credo che ce ne sia davvero bisogno»). Peraltro la successione avviene in concomitanza con il ritorno all’utile per la holding di famiglia. Nel l’ultimo bilancio depositato, quello relativo al 2011, la cassaforte dell’Ingegnere dopo sei anni è infatti tornata in positivo (1,1 milioni di euro). Questo dopo che un anno prima la famiglia ha provveduto a sottoscrivere un corposo aumento di capitale volto a rafforzare patrimonialmente la holding. Senza contare che per la famiglia De Benedetti il 2011 è anche stato l’anno della storica vittoria (anche se non definitiva) sul Lodo Mondadori con il maxi risarcimento da 564 milioni pagato dalla Fininvest di Silvio Berlusconi.

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