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De Benedetti critica la Fiat “Licenziamenti inaccettabili uno ogni 10 come i tedeschi”

ROMA — Il licenziamento di 19 operai Fiat in cambio del reintegro di altrettanti, imposto dal giudice, è «inaccettabile». Carlo De Benedetti, presidente esecutivo del Gruppo Espresso, intervistato ieri a “Che tempo che fa”, non risparmia critiche a Marchionne che pure «ha grandi meriti». Ma quella di Pomigliano è «una storia talmente assurda che non capisco come possa esserci dietro una logica». E anzi, insiste l’Ingegnere, «penso sia andata bene: poteva fare uno ogni dieci come i tedeschi». L’editore di Repubblica spazia poi a tutto campo. Dalle primarie del Pd: «Voterò Bersani ». Al Berlusconismo: «Assolutamente finito». Dalla vicenda Mondadori: «Corruzione del millennio ». A Monti che «ha ridato credibilità al Paese». Dal suo destino in politica: «Mai pensato». Al passaggio di consegne al figlio Rodolfo: «Non mi sono rottamato, mi occuperò solo dell’Espresso ». Si dice convinto che martedì «vincerà Obama», con Romney gli Usa verso «un pericoloso isolazionismo ». Che la crisi «non sarà breve». E che Napolitano, un anno fa, ha compiuto «un miracolo politico», e cioè «far uscire Berlusconi in silenzio». La politica però «non c’è». «Rimpiangiamo la Balena bianca. Oggi in giro ci sono solo piraña che divorano lo Stato, le istituzioni e i nostri soldi». Infine, i giornali «continueranno a vivere per lunghissimo tempo», ma con «foliazione contenuta, meno notizie, più commenti e approfondimenti, e legati ai siti».
Repubblica.it, «il primo sito in Italia, esiste solo perché esiste Repubblica». E Repubblica «non chiuderà». Poi la proposta di «una patrimoniale come nella “comunista” Svizzera per ridurre il cuneo fiscale, la più grande ingiustizia». E un auspicio: «Senza giovani non c’è futuro. Il talento è tutto».
Vicenda Pomigliano a parte, per De Benedetti Marchionne è «un grande ristrutturatore», anche se «un po’ meno bravo nelle previsioni». Su Fabbrica Italia «lui stesso ha detto di aver commesso un errore: voleva mettere 20 miliardi per 20 fabbriche, non si capisce perché ora gli stanno stretti 19 operai». D’altronde, «tutto quello che l’Italia poteva fare per Fiat l’ha fatto 4-5 volte negli ultimi 50 anni, ma ora tocca fare le automobili». Severo il giudizio su Berlusconi che ha definito la sentenza sul Lodo Mondadori (564 milioni da pagare all’ingegnere) «la rapina non solo del secolo, ma del millennio». «È una tale stupidaggine che non ho ritenuto di rispondere, ma oggi dico che la sua è stata la corruzione del millennio. La difesa di Berlusconi si basa sul fatto che dei tre giudici ne ha corrotto solo uno: ha risparmiato, si vede». Tramontato il Berlusconismo, «andiamo certamente meglio», insiste De Benedetti. «All’estero ora la gente mi guarda con rispetto e senza sorrisetto». Sul Monti Bis, «il futuro spetta agli elettori». Mentre alla primarie Pd la scelta sarà per Bersani, «perché lo conosco, lo stimo, è molto perbene, è stato un ottimo ministro e mi dà un senso di tranquillità e stabilità». Montezemolo, invece, «non scenderà in campo, ma benedirà qualche formazione di centro». Infine, «gestire la propria successione da vivo», come fatto mettendo i figli al timone del gruppo Cir, «è la più grande soddisfazione che si possa avere». «Non c’era alternativa a Rodolfo, né possibile né auspicabile ». Così, «ora mi godo la successione, da “orizzontale” non te la godi più». E poi «continuerò a lavorare con molta passione, ma rilassatamente». Certo, «ai giardinetti non mi ci vedo».

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