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Dazi, la Ue tratta per un’intesa gli Usa disposti alla moratoria

C’è uno spiraglio per evitare dazi e guerra commerciale con gli Stati Uniti. Gli europei restano cauti, incrociano le dita, ma nei febbrili negoziati tra Bruxelles e Washington sta emergendo la soluzione dell’ultimo minuto: una sospensione dei dazi Usa contro l’Europa in attesa degli esiti di un dialogo commerciale sui punti che dividono le due sponde dell’Atlantico. Ancora 24 ore e, salvo marce indietro della Casa Bianca, l’accordo potrà essere reso pubblico. Eviterebbe quell’escalation — ancora possibile visto che con Donald Trump nulla può essere dato per acquisito — temuta da diversi governi europei, compreso quello italiano. Con il Centro studi di Confindustria che ieri stimava i danni di un eventuale botta e risposta di ritorsioni tra Europa e Usa in 40 miliardi (e migliaia di posti di lavoro bruciati) solo per l’export del nostro Paese.
In queste ore il commissario europeo al Commercio, Cecilia Malmstroem, è a Washington, impegnata in un estenuante negoziato con l’amministrazione Trump. Ieri, al termine di un «positivo» incontro con il segretario Wilbur Ross, la responsabile svedese ha spiegato: «Abbiamo concordato di lanciare immediatamente un processo di discussione con Trump sui problemi commerciali che interessano entrambi, inclusi acciaio e alluminio, con l’obiettivo di identificare esiti reciprocamente accettabili il più rapidamente possibile». Da Bruxelles il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha parlato di « cauto ottimismo » spiegando di avere «buone ragioni per credere che Malmstroem sarà più efficace di quanto ci potessimo aspettare». Ma ha rimandato a oggi ogni spiegazione. In serata a dimostrazione di una evoluzione è arrivata la telefonata tra Macron e Trump.
I dazi annunciati da Trump, dai quali al momento sono stati esclusi solo Canada e Messico, dovrebbero entrare in vigore proprio domani. Colpirebbero acciaio e alluminio. L’Europa nelle scorse settimane aveva annunciato una serie di rappresaglie commerciali che andavano da pari tariffe sui metalli americani a una serie di balzelli su prodotti simbolo del Made in Usa come Levi’s, Bourbon e Harley-Davidson. In generale tutte le merci che la Ue si preparava a colpire venivano dagli stati repubblicani grandi elettori di Trump in modo da far salire la pressione del partito sulla Casa Bianca in favore degli europei. Atteggiamento aggressivo che puntava proprio a un’esenzione dai dazi dei prodotti Ue in extremis, con il rischio però, in caso di fallimento, di innescare una guerra commerciale che alla fine avrebbe danneggiato i grandi esportatori, come Germania (auto) e Italia.
Pericolo non ancora scongiurato, ma il compromesso che sta emergendo sarebbe un successo per la Commissione a dimostrazione che quando gli europei si muovono insieme (Trump ha provato a spaccare il fronte) riescono a incidere. Il possibile accordo prevede una sospensione dei dazi per l’Europa, al massimo accompagnata da alcuni vincoli meno pesanti per il nostro export, come l’impegno a non superare i livelli 2017 di vendite Ue negli Usa di alluminio e acciaio. La sospensione diventerebbe esenzione definitiva, o cadrebbe facendo scattare i dazi, fino al termine dei colloqui sulle «preoccupazioni comuni» citate dalla Malmstroem. Un negoziato durante il quale ognuna delle parti solleverà i punti critici nei rapporti commerciali bilaterali cercando una soluzione concordata. Una sorta di ribaltamento delle trattative sul Ttip, partendo dunque non dalle liberalizzazioni, ma dai problemi esistenti. Tutto resta appeso a un filo, ma in caso di successo europeo nel mirino Usa resterebbe solo la Cina. Che oggi, annuncia la Casa Bianca, sarà colpita da una nuova ondata di dazi.
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