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Dazi e Brexit affondano i listini

Giornata di forti vendite per le borse europee, con quella milanese fanalino di coda: il Ftse Mib ha lasciato sul terreno il 2,12% a 20.136 punti. In calo anche Parigi (-1,81%), Francoforte (-1,78%) e Londra (-1,41%). A New York il Dow Jones e il Nasdaq cedevano rispettivamente l’1,56 e l’1,87%.Sui mercati pesano le vicende commerciali fra Cina e Stati Uniti e la questione Brexit. Gli indici, inoltre, hanno accelerato al ribasso dopo la pubblicazione dei dati macroeconomici. L’indice Pmi composito dell’Eurozona preliminare di maggio si è attestato a 51,6 punti, in lieve miglioramento rispetto al mese precedente ma sotto le aspettative del consenso. L’Ifo tedesco, che misura la fiducia delle imprese, è sceso a 97,9 rispetto a 99,2 di aprile, rivelandosi anche in questo caso inferiore alle stime degli analisti. Deludenti anche i numeri americani, con il settore manifatturiero sui minimi da 116 mesi e il terziario da 90 mesi.

Lo spread Btp-Bund è salito di 4 punti a 278, con il decennale italiano stabile al 2,64%. I deludenti numeri economici mantengono viva l’avversione al rischio sull’obbligazionario europeo, con il rendimento del Bund sceso a -0,12%, a un solo punto dai minimi dell’anno. Secondo gli esperti di Morgan Stanley i deboli dati macro dovrebbero confermare l’atteggiamento accomodante della Bce, visto che «celano una prospettiva di crescita incerta. Il rinvio delle tariffe americane sul settore automobilistico europeo ha rimosso un potenziale rischio al ribasso, ma siamo consapevoli del possibile impatto delle tensioni commerciali fra Cina e Stati Uniti. Questi fattori di incertezza sono alla base dell’atteggiamento accomodante della Bce». Gli analisti americani si aspettano che nella riunione di giugno «i funzionari della banca centrale forniscano indicazioni sulle nuove misure di rifinanziamento e facciano passi avanti nella discussione sui tassi di deposito su più livelli».

A piazza Affari Stm (-5,57%) ha risentito dell’incertezza Usa-Cina. Giù anche Prysmian (-3,57%), Fiat Chrysler (-3,01%), Cnh Industrial (-2,43%) e Pirelli (-2,23%). I ribassi del greggio hanno penalizzato il comparto oil: Saipem ha perso il 5,17%, seguita da Tenaris (-4,23%) ed Eni (-3,45%). Lettera anche sulle banche: Unicredit -1,09%, Ubi -1,32%, Bper -1,33%, Intesa Sanpaolo -1,99%, Banco Bpm -2,16%. Ha resistito soltanto Italgas (+0,07%).

Nel resto del listino lieve progresso per Nexi (+0,11%), che a poco più di un mese dalla quotazione ha visto arrivare numerosi avvii di copertura da parte dei broker. Su Aim Italia continua la corsa di Illa, che ha guadagnato il 4,40% dopo il +8,90% di mercoledì.

Nei cambi, l’euro è terminato in calo a 1,1147 dollari dopo un minimo di seduta a 1,1106. Per le materie prime, forti vendite sul petrolio, che perdeva più di 3 dollari, con il Brent a 67,77 dollari e il Wti a 58,26. In gran spolvero invece l’oro, che balzava di 11 dollari a 1.286, premiato dal clima di avversione al rischio che si è nuovamente affacciato sui mercati.

Massimo Galli

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