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Davigo: da correggere norme sull’autoriciclaggio

Autoriciclaggio da correggere. L’attuale formulazione dell’articolo 648-ter.1. del codice penale «pone diverse criticità applicative che rendono il reato difficile da provare». Tra queste il fatto che l’operazione di ripulitura del denaro per essere perseguibile deve «concretamente» ostacolare l’individuazione della provenienza illecita dei fondi (l’avverbio usato dal legislatore si può prestare a interpretazioni soggettive), o la causa di non punibilità rappresentata dal mero godimento personale dei proventi. A rilevarlo è Piercamillo Davigo, consigliere della 2° sezione penale della Cassazione, che sottolinea come «a 16 mesi di distanza dall’introduzione del reato non si registrano in Suprema corte ricorsi contro sentenze o misure di sequestro (eccezione fatta per la pronuncia n. 9542/2016, ndr). E dato che la percentuale di impugnazione contro le misure cautelari è solitamente molto elevata, ciò probabilmente significa che l’autoriciclaggio è stato fin qui poco applicato». L’ex pm di Mani pulite, neo-presidente dell’Anm, è intervenuto ieri a Milano in un forum sull’antiriciclaggio presso la sede della Banca d’Italia.

«Il nostro modo di agire si sta evolvendo», commenta Vittorio Tusini Cottafavi, vicedirettore dell’Uif, «i controlli ispettivi costituiscono sempre più uno strumento di valenza strategica utilizzato in modo selettivo secondo un approccio risk-based, piuttosto che uno strumento di verifica della compliance e di sanzione dei comportamenti non conformi». Meno controlli ma più mirati, quindi. Una strada seguita anche nel mondo degli istituti di credito. «Nel 2015 le nostre ispezioni hanno portato a nove procedure di violazione, relative a carenze nei controlli interni, nei presidi organizzativi o nella mancata adeguata verifica della clientela», aggiunge Magda Bianco, capo del servizio tutela dei clienti e antiriciclaggio di Bankitalia, «otto si sono concluse con l’irrogazione di sanzioni, per un totale di 362 mila euro complessivi, 34 segnalazioni all’autorità giudiziaria e 18 alla Uif». Lo scorso anno la Gdf ha condotto 70 indagini e attività di polizia giudiziaria su casi di autoriciclaggio, con 103 persone denunciate e 17 arresti, mentre «nei primi mesi del 2016 le attività sono già una trentina, con particolare attenzione ai flussi transfrontalieri, che sono i più difficili da individuare», sottolinea il generale Giuseppe Bottillo, comandante del nucleo speciale di polizia valutaria di Roma delle Fiamme gialle. Nicola Mainieri, responsabile del nucleo a supporto dell’autorità giudiziaria di Banca d’Italia, ha invece ripercorso i profili di coordinamento giudiziario tra i vari stati europei ai sensi della quarta direttiva, ricordando però come «non è ancora stato istituito il pubblico ministero europeo, sebbene previsto all’interno di Eurojust per combattere i reati intracomunitari che ledono l’Ue».

Valerio Stroppa

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