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Datore di lavoro vincolato agli obblighi di vigilanza

Gli obblighi di vigilanza e controllo gravanti sul datore di lavoro non vengono meno con la nomina del Responsabile del servizio di prevenzione protezione (Rspp), il quale ha una funzione di ausilio diretta a supportare e non a sostituire il datore nella individuazione dei fattori di rischio. A tale conclusione giunge la Cassazione con la sentenza 46820 depositata ieri.
Alla Corte si era rivolto il responsabile di una società edile condannato in primo e secondo grado per un infortunio grave subito da un lavoratore caduto da una scala a mano. La difesa dell’imputato si fondava sull’incerta ricostruzione dell’evento; sulla circostanza che l’infortunato seppure assunto il giorno precedente a quello dell’evento era un operaio specializzato con oltre 30 anni di carriera per cui non necessitava di alcuna informazione e formazione; sul fatto che era stato nominato un geometra quale addetto al Servizio di prevenzione e protezione (Spp). In ogni caso essendo la società una azienda di grandi dimensioni sarebbe stato onere del giudice verificare che nell’organigramma non vi fosse un delegato di fatto, non potendo la responsabilità dell’evento gravare sull’amministratore delegato.
Dello stesso avviso non è stata la Cassazione, per la quale la condotta incauta del lavoratore infortunato non può assurgere da sola a causa sopravvenuta sufficiente a produrre l’evento quando sia comunque riconducibile all’area del rischio proprio della lavorazione svolta.
Il datore di lavoro è esonerato da responsabilità solo quando il comportamento del lavoratore presenti carattere di eccezionalità, abnormità, esorbitanza rispetto al procedimento lavorativo e alle direttive organizzative ricevute. Né l’evento può essere imputato ad una minima colpa dell’infortunato, il che avrebbe richiesto che questi conoscesse perfettamente i rischi del lavoro a cui era occupato e il corretto utilizzo dei mezzi fornitigli.
Nel caso in esame, però, il responsabile della società è stato incolpato anche per il deficit informativo e formativo a favore dell’infortunato, violando gli articoli 21 e 22 del Dlgs 626/94 (ora 36 e 37 del Dlgs 81/08), tenendo conto che la formazione adeguata va fornita al lavoratore in occasione dell’assunzione con riferimento al proprio posto di lavoro ed alle proprie mansioni. Nel caso specifico l’adempimento formativo è risultato necessario e non superfluo, tenuto conto che l’utilizzo della scala doveva essere effettuato in un cantiere pericoloso per il terreno di appoggio sconnesso e scivoloso.
In merito alla delega che sarebbe stata conferita ad un geometra, nessun documento è risultato agli atti processuali, né peraltro, la nomina di quest’ultimo quale addetto al Spp è stata ritenuta circostanza esimente dalla responsabilità, atteso che tale carica attribuisce un mero ruolo di consulenza.

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