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Dati voluntary censiti dal Fisco

L’Agenzia delle entrate sta costruendo la più grande banca dati sull’evasione internazionale attingendo a piene mani dal censimento dei dati presenti nelle 129 mila istanze presentate in adesione alla procedura di collaborazione volontaria (voluntary disclosure). È stato infatti creato, secondo quanto ItaliaOggi è in grado di anticipare, un particolare programma: Cover, che nulla ha a che fare con le copertine delle riviste. Il nome sta per controllo delle voluntary, emersioni e relazioni e sarà utilizzato, si legge nella comunicazione di servizio n. 8 di cui ItaliaOggi è entrata in possesso, per l’attività di «analisi ed elaborazioni e per future attività di contrasto all’evasione».

Cover è dunque un applicativo che non serve alla sola archiviazione della lavorazione pratiche per cui gli uffici hanno ricevuto l’ordine tassativo di smaltimento veloce. La corretta compilazione delle cover per ciascuna istanza di collaborazione volontaria consentirà la mappatura completa delle domande per un «ritorno coerente delle informazioni che avranno alimentato la già menzionata banca dati», scrive Aldo Polito, direttore centrale Entrate.

Per l’Agenzia: «Le informazioni così raccolte consentiranno, da un lato di procedere con le attività di analisi e di rilevazione statistica delle condotte evasive più diffuse di allocazione all’estero di risorse e investimenti per la profilazione di fenomeni ad alta pericolosità fiscale e, dall’altro, di monitorare le attività che hanno formato oggetto di emersione».

Quindi, una volta lavorata la pratica con un’attività di controllo di attendibilità e di coerenza, propedeutica all’emissione di attivi impositivi e/o di contestazione, si procederà all’inserimento delle informazioni di dettaglio delle attività detenute all’estero esistenti nell’ultimo anno regolarizzato, «ossia», scrive l’Agenzia, «l’ultimo anno nel quale l’istanze le ha detenute».

L’applicativo si presenta con la struttura di una check list operativa che ha più sezioni tematiche, lavorabili indipendentemente l’una dall’altra; inoltre è stata predisposta una guida operativa che fornisce per i funzionari dedicati alla voluntary disclosure uno strumento di ausilio per la lavorazione delle pratiche della collaborazione volontaria.

L’applicativo si compone di quattro sezioni. La prima è una scheda posizione che raccoglie informazioni generali sull’istante, sulla presenza di comunicazioni di notizie di reato o di segnalazioni di operazioni sospette nonché l’identificazione di soggetti che siano collegati alle attività o al reddito o soggetti comunque coinvolti nella acquisizione, gestione, amministrazione e allocazione delle attività estere.

Nella scheda Asset ci sono le attività estere detenute l’ultimo anno oggetto di regolarizzazione, in quella emersione, invece, i dati relativi alle attività estere ma censite alla data di emersione. Infine la scheda Apportiregistra, tutti gli apporti effettuati nel corso delle annualità oggetto di voluntary evidenziando la fonte, il paese di origine e la provenienza economica.

Polito sottolinea che «l’inserimento dei dati e delle informazioni richiesti nelle singole schede consente, da un lato, di procedere con l’analisi delle condotte evasive emerse nel corso delle lavorazioni delle voluntary e, dall’altro, di profilare i fenomeni ad alta pericolosità fiscale».

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