Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

I dati Usa allontanano la stretta Fed

Le Borse virano in positivo (Milano +0,34%) dopo la pubblicazione dei deludenti indicatori macro
Le aspettative su un possibile rialzo dei tassi di interesse al vertice Fed della prossima settimana si sono ridimensionate alla luce di una nuova tornata di dati macroeconomici deludenti in arrivo dagli Stati Uniti. Ad agosto la rilevazione sulle vendite al dettaglio è risultata in calo dello 0,3% rispetto a luglio. Si tratta del primo calo da cinque mesi a questa parte e di una flessione superiore alle attese del consensus degli analisti che avevano messo in conto un -0,1 per cento. Leggermente al di sotto delle attese anche la rilevazione sui prezzi alla produzione che ad agosto sono rimasti invariati anche se gli analisti avevano stimato una crescita dello 0,1 per cento. Deludente infine il dato della produzione industriale risultata in calo dello 0,4% contro un -0,3% atteso. I rendimenti dei titoli di Stato americani a due anni, solitamente molto sensibili a qualunque notizia possa influenzare le aspettative sulle decisioni di politica monetaria, ieri hanno registrato una flessione intraday dallo 0,76 fino ad un minimo dello 0,71% per poi attestarsi intorno a quota 0,73 per cento. Stesse oscillazioni si sono viste sul dollaro che, alla pubblicazione dei dati macro, si è deprezzato salvo poi riprendere terreno poco dopo.
Nel complesso i numeri non rappresentano una grandissima novità ma una conferma di un quadro già emerso alla luce di altri indicatori usciti in queste settimane (come i dati sul mercato del lavoro). Ossia che la prima economia del mondo ha rallentato la sua corsa. Se questo sarà un motivo sufficiente da convincere la Fed a desistere dall’attuare un rialzo dei tassi da tempo annunciato lo si saprà solo la prossima settimana. Nonostante gli scossoni di mercato provocati venerdì scorso dalle esternazioni pro-stretta del presidente della Fed di Boston Eric Rosengren oggi le probabilità di un rialzo dei tassi a settembre si attestano ad un magro 12 per cento. Più quotata (39%) l’ipotesi di un rialzo a dicembre. Ipotesi che, dal punto di vista dei banchieri centrali, avrebbe l’indiscutibile vantaggio di arrivare dopo le elezioni presidenziali in programma l’8 di novembre.
La prospettiva del mantenimento dello status quo da parte della Fed, confortata dai dati usciti ieri, ha contribuito alla chiusura positiva degli scambi sui mercati azionari europei che, dopo un’avvio di settimana negativo, ieri hanno chiuso in rialzo. A Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha guadagnato lo 0,34 per cento. Bene anche il Dax 30 di Francoforte (+0,51%), il Ftse 100 di Londra (+0,85%) mentre Parigi ha chiuso poco sopra la parità. A Wall Street sprint nel finale con l’S&P 500 a +1,01%.
Gli acquisti, tornati a premiare le azioni, non hanno interessato il mercato obbligazionario su cui l’ondata di storni è ripresa. Il rendimento del Bund decennale, titolo che fa da riferimento per l’intero mercato obbligazionario europeo (e non solo), ieri è salito fino a quota 0,063% in mattinata per poi chiudere gli scambi a 0,03 per cento. Il rendimento del decennale tedesco, sceso in negativo fino a -0,18% questa estate, ha rivisto quota 0,08% mercoledì. Particolarmente penalizzati ieri sono stati i titoli di Stato portoghesi con il titolo sulla scadenza decennale che ha chiuso al 3,42% sui massimi da metà giugno. L’allarme lanciato dall’authority che vigila sui conti pubblici secondo cui c’è il rischio che il deficit sia superiore alle previsioni ha alimentato le speculazioni su un possibile declassamento da parte di Dbrs. L’agenzia canadese è l’unica ad assegnare a Lisbona un rating «investment grade» ed una sua eventuale bocciatura rischierebbe di tagliare fuori i bond portoghesi dal Quantitative easing della Bce.
Esclusi dalle vendite i titoli di Stato britannici fino alla scadenza di 5 anni i cui rendimenti ieri sono scesi. La Bank of England, che al direttivo di ieri ha lasciato invariati i tassi di interesse, ha lasciato aperta la porta a possibili sforbiciate in futuro.

Andrea Franceschi

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

TORINO — La produzione della 500 elettrica ferma i contratti di solidarietà nel polo torinese, tr...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non deve essere imputata la società unipersonale. Non sulla base del decreto 231. In questo...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora al palo la corsa agli aumenti di capitale agevolati dall’articolo 26 del Dl 34/2020...

Oggi sulla stampa