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I dati macro spingono le borse

Giornata a due velocità per le borse europee. Dopo una partenza in territorio negativo gli indici hanno cambiato direzione, per poi accelerare grazie ai dati macroeoconomici favorevoli. A Milano il Ftse Mib ha guadagnato il 2,55% a 18.400 punti. Bene anche Parigi (+2,11%), Francoforte (+2,01%) e Londra (+1,39%). A New York il Dow Jones e il Nasdaq avanzavano rispettivamente dell’1,72 e dello 0,62%.

In attesa delle elezioni presidenziali americane, sottolinea Jeffrey Halley, senior market analyst di Oanda, «la Cina continua a essere un bastione di calma in un mondo incerto, con dati economici che ancora una volta calmano l’ansia degli investitori». L’indice Pmi Caixin (acquisti delle imprese) è salito in ottobre a 53,6 punti dai 53 del mese precedente. Si tratta del sesto mese consecutivo sopra la soglia dei 50 punti, che separa la contrazione dall’espansione. Inoltre il Pmi manifatturiero dell’Eurozona definitivo di ottobre, elaborato da Ihs Markit, si è attestato a 54,8 rispetto ai 53,7 punti di settembre, oltre le attese del consenso.

Sui mercati obbligazionari l’umore è rimasto cauto anche dopo i dati macro: gli investitori sono preoccupati per diversi elementi di incertezza, a cominciare dalla ricaduta economica dei nuovi lockdown decisi per fronteggiare il coronavirus. Il rendimento del decennale tedesco ha chiuso stabile a -0,62% mentre lo spread Btp-Bund si è allargato di 5 punti a 139. «È probabile che i mercati obbligazionari dell’area euro prendano la loro direzione dalle elezioni statunitensi di questa settimana», sostengono gli esperti di Morgan Stanley, aggiungendo che la Bce «ha lasciato al mercato molto su cui riflettere per le settimane a venire».

A piazza Affari in evidenza il comparto oil: Saipem +7,63%, Tenaris +5,23%, Eni +5,84%. Seguono Exor (+5,65%), Amplifon (+3,68%) e Unipol (+3,58%). In progresso gli industriali con Buzzi Unicem (+5,20%), Leonardo (+3,77%), Prysmian (+3,04%), Cnh I. (+3,60%), Fiat Chrysler (+2,64%), Stm (+1,95%), Ferrari (+2,64%) e Pirelli (+1,96%).

Forti guadagni anche per il settore bancario, con il mercato nuovamente concentrato sul tema delle aggregazioni: Intesa Sanpaolo +4,42%, Mediobanca +3,48%, Banco Bpm +3,93%, Bper +3,74%, B.P. Sondrio +4,64%. Positive Unicredit (+3,20%) e Mps (+8,32%) dopo le indiscrezioni su un’accelerazione delle trattative in vista di una fusione, poi smentite da fonti del Tesoro. Vendite su Nexi (-2,58%, articolo a pagina 25). Tra le mid cap ben comprata Banca Mediolanum (+5,46% a 6,18 euro), promossa a outperform da Mediobanca Securities con prezzo obiettivo a 7,10 euro. In rialzo anche Igd (+5,21%), A.Bologna (+5,02%) e Datalogic (+5,56%). Su Aim Italia in gran spolvero Enertronica (+22,67%) grazie all’accordo definitivo per la fornitura di inverter destinati al più grande impianto fotovoltaico della Colombia.

Nei cambi, l’euro ha perso terreno sul dollaro a 1,1652.

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