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Dati Iva, un modello contabile

La comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche Iva, istituita dal dl n. 193/2016, convertito dalla legge n. 225/2016, comincia a prendere forma: avrà per oggetto, essenzialmente, gli elementi contabili sui quali si basa la determinazione dell’imposta a debito o a credito del periodo, sulla falsariga della sezione 2 della dichiarazione periodica soppressa nel 2002. Più in particolare, nella comunicazione, da trasmettere in via telematica, occorrerà anzitutto indicare i seguenti dati, relativi al periodo di riferimento (mese o trimestre):

– il totale delle operazioni attive e quello delle operazioni passive, al netto dell’imposta;

– l’Iva esigibile, l’Iva detratta e, per differenza, l’imposta dovuta o a credito del periodo di competenza; va ricordato, a quest’ultimo proposito, che la norma impone l’obbligo della comunicazione anche nel caso in cui la liquidazione chiuda con un credito del contribuente.

Per le operazioni soggette al meccanismo dell’inversione contabile, naturalmente, l’imposta esigibile sarà dichiarata dal cessionario/committente, il quale includerà inoltre l’imponibile nel totale delle operazioni passive, mentre il fornitore dovrebbe limitarsi ad includere l’imponibile nel totale delle operazioni attive. Dopo di che, per giungere alla quantificazione dell’imposta effettivamente da versare oppure di quella a credito riportabile nel periodo successivo, occorrerà indicare, se del caso, i seguenti elementi:

– il debito del periodo precedente non versato perché di importo non superiore a 25,82 euro;

– il credito riportato dal periodo (o dall’anno) precedente;

– i crediti d’imposta utilizzati a scomputo dell’imposta dovuta;

– gli interessi compensativi dell’1% dovuti dai contribuenti trimestrali per opzione;

– l’acconto versato per l’ultimo periodo dell’anno.

È quanto emerge da una prima bozza, non ufficiale, del modello di comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche (si veda l’anticipazione su ItaliaOggi di sabato scorso). Stando a questa bozza, dunque, gli unici dati «spuri» (estranei alla determinazione del saldo Iva periodico) che sarebbero richiesti ai contribuenti sono il numero delle fatture e gli importi totali esposti nelle fatture. Dovrebbe inoltre essere richiesto di segnalare se il contribuente si avvale delle speciali disposizioni per le subforniture (art. 74, dpr 633/72), ma non di altre disposizioni particolari, quali ad esempio quelle sulle liquidazioni periodiche «sfalsate» da parte dei contribuenti mensili che affidano la tenuta della contabilità a centri di elaborazione esterni.

Riguardo ai profili temporali della comunicazione, si deve rilevare che l’articolo 21-bis del dl n. 78/2010, inserito dall’art. 4 del dl n. 193/2016, rinviando alle modalità e ai termini previsti per la comunicazione dei dati delle fatture di cui all’art. 21 dello stesso dl 78/2010, stabilisce per l’adempimento una frequenza trimestrale, indipendentemente dalla periodicità (mensile o trimestrale) con la quale il contribuente effettua le liquidazioni e i versamenti periodici dell’imposta. L’invio telematico va effettuato entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo a ogni trimestre (eccetto che per il secondo trimestre, per il quale il termine è fissato al 16 settembre anziché al 31 agosto), fermi restando i termini per il versamento dell’imposta dovuta in base alle liquidazioni periodiche effettuate. Il suddetto rinvio normativo potrebbe far ritenere che i contribuenti mensili debbano riepilogare in un’unica comunicazione i dati delle tre liquidazioni comprese nel trimestre; la struttura della bozza in circolazione, invece, lascia pensare che questi contribuenti, ad ogni scadenza trimestrale, debbano trasmettere tre distinte comunicazioni.

Dovranno cumulare i dati delle distinte liquidazioni, relativamente a ciascun periodo di riferimento, i contribuenti che applicano separatamente l’imposta per le diverse attività esercitate.

Va ricordato che, secondo la legge, sono esonerati dal nuovo adempimento i contribuenti che non sono tenuti a presentare la dichiarazione annuale dell’Iva (es. contribuenti forfetari, enti e associazioni in regime speciale legge n. 398/91 ecc.), nonché i contribuenti che non sono tenuti ad effettuare le liquidazioni periodiche (questa ipotesi dovrebbe riguardare, per esempio, i curatori fallimentari e i commissari liquidatori che nel mese o trimestre non hanno registrato operazioni imponibili, esonerati dall’esecuzione delle liquidazioni ai sensi dell’art. 74-bis, secondo comma, dpr 633/72).

Roberto Rosati

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