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Dati Iva anticipati dalla comunicazione

Al capolinea l’obbligo della comunicazione annuale dati Iva. Il 29 febbraio, infatti, scade per l’ultima volta il termine per inviare il modello che riepiloga le risultanze delle liquidazioni del tributo relative all’anno 2015, così da permettere, entro due mesi dalla chiusura del periodo d’imposta e in linea con le disposizioni comunitarie (articolo 252, direttiva 2006/112), il computo sintetico delle risorse da versare al bilancio della Ue. Dal 2017, infatti, la scadenza, in realtà già soppressa dalla legge 190/14 con riferimento all’obbligo comunicativo relativo al 2015 e poi “riesumata” dal Dl 192/14 per un ulteriore periodo d’imposta, scomparirà definitivamente dall’agenda dei contribuenti. Dal prossimo anno (con riguardo al 2016), infatti, è previsto l’obbligo generalizzato di presentare la dichiarazione annuale Iva entro il mese di febbraio, con conseguente abrogazione della comunicazione dati.
Ancora per quest’anno, quindi, chi non beneficia di specifici esoneri, dovrà provvedere alla compilazione del modello – che non risulta modificato rispetto a quello in uso negli anni precedenti tenendo però conto delle istruzioni approvate il 15 gennaio scorso (provvedimento 7765/16). A livello generale, tuttavia, è bene ricordare che sfuggono all’obbligo della comunicazione dati i soggetti che trasmettono la dichiarazione Iva in forma autonoma entro il mese di febbraio. Tale possibilità, inizialmente prevista solo per gli operatori con eccedenze a credito, è stata poi estesa a tutti i contribuenti (circolare 1/E/11), ancorché la dichiarazione chiuda a zero o presenti un saldo debitorio, consentendo così alla generalità dei soggetti di evitare l’invio della comunicazione riepilogativa. Sempre in linea di principio, quindi, la comunicazione dati va trasmessa da coloro che presentano la dichiarazione Iva autonoma dal 1° marzo di quest’anno oppure nell’ambito del modello Unico, dato che i termini per tale adempimento decorrono dal 1° maggio 2016 e, dunque, dopo la scadenza di febbraio.
Fra i soggetti esonerati dall’obbligo, si ricorda che sono compresi i contribuenti che hanno operato nel 2015 applicando il regime dei forfetari di cui all’articolo 1, commi da 54 a 89, della legge 190/14 e quelli che si sono avvalsi del regime fiscale di vantaggio di cui all’articolo 27 del Dl 98/11, ivi compresi coloro che hanno iniziato l’attività nel 2015, fruendo della proroga concessa dal citato Dl 192/14. Tali contribuenti, del resto, sono esonerati anche dall’obbligo di presentazione della dichiarazione annuale Iva. Inoltre, non presentano la dichiarazione e neppure la comunicazione annuale dati, gli operatori che hanno registrato solo operazioni esenti da imposta in base all’articolo 10, Dpr 633/72 o che hanno effettuato solo tali operazioni avvalendosi dell’esonero dagli obblighi di fatturazione/registrazione di cui all’articolo 36 bis del decreto Iva. La comunicazione dati non va presentata da questi contribuenti neppure se essi sono tenuti a presentare la dichiarazione per evidenziare eventuali rettifiche della detrazione ex articolo 19 bis2, Dpr 633/72. Tali operatori, invece, devono presentare la dichiarazione annuale, come pure la comunicazione dati ricorrendone i presupposti, qualora abbiano registrato nell’anno operazioni intracomunitarie o effettuato acquisti per i quali l’Iva è applicata con il meccanismo del reverse charge. Tenuto conto delle ipotesi di reverse in vigore dal 2015, pertanto, l’obbligo può riguardare anche soggetti di solito non tenuti a questi adempimenti. Si pensi a un medico (che effettui solo operazioni esenti), il quale abbia però assolto in inversione contabile l’Iva sulle prestazioni di pulizia dell’ambulatorio.

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