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Dati fiscali senza segreti

Scambio di informazioni automatico al via già nel 2017 per Lussemburgo, Malta, San Marino, Liechtenstein relativamente ai rapporti intrattenuti nel 2016. Per Svizzera e Monaco partenza nel 2018 relativamente ai saldi ed ai redditi 2017. Con Il decreto del ministero dell’economia 17 gennaio 2017 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.24 del 30 gennaio 2017, viene aggiornato l’elenco dei paesi con i quali è attuabile lo scambio automatico di informazioni e le relative decorrenze sulla base del Common reporting standard, accordo multilaterale elaborato dall’Ocse.
I destinatari delle disposizioni ministeriali sono gli intermediari finanziari italiani con riferimento ai rapporti intrattenuti con residenti di stati con i quali è attuabile lo scambio automatico di informazioni. Il decreto è particolarmente utile per fare il punto sull’attuazione del Common reporting standard da parte degli stati esteri firmatari, le cui amministrazioni fiscali riceveranno una mole importante di informazioni relative a residenti italiani, informazioni che dovranno essere trattate e trasmesse all’Agenzia delle entrate. Dal lato italiano, gli intermediari domestici sono obbligati a trasmettere all’Agenzia delle entrate per la successiva trasmissione alle amministrazioni fiscali straniere, sulla base di ciò che è previsto dal decreto del 20 dicembre 2015, oltre al nome, l’indirizzo, le generalità, la giurisdizione di residenza, il codice identificativo fiscale estero dei propri clienti non residenti, dati particolarmente sensibili come il numero del conto intrattenuto, il relativo saldo nonché tutti i redditi di natura finanziaria che si sono prodotti su detto rapporto. Il Common reporting standard diventa in tal modo il nuovo standard in materia di cooperazione amministrativa tra stati. Le informazioni che devono essere scambiate in automatico sono quelle relative alla percezione di dividendi, interessi o alla realizzazione di capital gains da parte di non residenti oltre ai dati dei saldi. L’Italia è stata uno protagonisti per l’implementazione del nuovo accordo. Il nuovo modello di scambio automatico di informazioni è stato infatti proposto per la prima volta con una lettera inviata in data 10 aprile 2013 da Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito alla Commissione europea con l’obiettivo di assicurare la trasparenza bancaria, quale fondamentale misura di lotta contro l’evasione fiscale. Il modello di accordo multilaterale si ispira a quello internazionale sullo scambio di informazioni promosso dagli Stati Uniti d’America, nell’ambito della disciplina statunitense contenuta nel Foreign account tax compliance act (Fatca). Ai fini di procedere ad un corretto invio di dati, gli intermediari degli stati a cui si applica il Common reporting standard sono tenuti a stringenti obblighi di compliance fiscale, che passano per la corretta identificazione del titolare del rapporto al di là degli schermi formali rapporti per la detenzione di un conto.

Vincenzo José Cavallaro

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