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Dati fiscali, pulizie in archivio

Pulizia di primavera per l’Archivio rapporti. Entro la fine del mese di maggio l’Agenzia delle entrate trasmetterà a tutti gli operatori finanziari gli esiti del passaggio al nuovo archivio basato sul tracciato unico (Sid). Banche, Poste, sim, sgr e gli altri intermediari tenuti alle comunicazioni riceveranno indietro e potranno verificare i dati trasmessi negli anni precedenti (dal 2011 fino ai primi tre mesi del 2016), procedendo eventualmente a correggere o integrare le informazioni mancanti.

A partire dal 1° gennaio 2016, infatti, le comunicazioni delle informazioni mensili (aperture e cessazioni di rapporti) e annuali (saldi, movimenti e altri dati contabili) sono effettuate in base al tracciato e alle specifiche tecniche stabilite dal provvedimento del 25 gennaio 2016 tramite l’infrastruttura Sid, abbandonando il doppio canale di invio vigente in precedenza (Entratel/Fisconline per i dati mensili, Pec o Ftp per la comunicazione integrativa annuale).

A regime i dati mensili devono essere inviati al fisco entro il mese successivo all’apertura o alla cessazione del rapporto finanziario. Quelli annuali, invece, entro il 15 febbraio dell’anno successivo a quello di riferimento. Tuttavia, alla luce del nuovo meccanismo di spedizione, per il corrente anno l’Agenzia ha rivisto il calendario degli invii, concedendo più tempo agli operatori (dati annuali 2015 entro il 31 marzo 2016; dati mensili di gennaio e febbraio 2016 entro il 30 aprile 2016, insieme a quelli di marzo).

Ora, come già anticipato dalle Entrate in occasione di diversi incontri con le associazioni di categoria (si veda ItaliaOggi del 16 febbraio scorso), si completa il consolidamento delle informazioni comunicate negli anni precedenti, al fine di realizzare un database più completo, affidabile e verificato dagli stessi intermediari. I quali, in ogni caso, sperano che eventuali aggiustamenti alle incongruenze rilevate non diano luogo all’applicazione di sanzioni per le inesattezze od omissioni pregresse.

Sempre in tema di Archivio rapporti, alcune criticità operative vengono segnalate dagli operatori professionali in oro. Il tema è emerso tra l’altro a Firenze in occasione di un recente convegno di AssoOro. I provvedimenti del 10 febbraio 2015 e del 25 gennaio 2016 delle Entrate hanno esteso da quest’anno agli operatori professionali in oro l’obbligo di comunicare, oltre alla compravendita di oro da investimento (tipo rapporto 24), anche i titolari effettivi dei rapporti. Tuttavia la normativa antiriciclaggio richiamata dalla prassi (articolo 25 del dlgs n. 231/2007) prevede una specifica esenzione dalla registrazione dei titolari effettivi nel caso di operazioni o rapporti posti in essere tra intermediari finanziari. «La nostra interpretazione della norma alla compravendita di oro da investimento è che se nella transazione intervengono esclusivamente operatori professionali permane l’obbligo di invio di tutti i dati, con l’esclusione dei soli dati relativi ai titolari effettivi», osserva Vincenzo Pappalardo, presidente AssoOro, «mentre questi ultimi dovrebbero essere trasmessi nel caso in cui sia un solo operatore professionale in oro a intervenire nella transazione». Sul punto l’associazione ha presentato lo scorso 31 marzo un’apposita istanza all’Agenzia, volta a conoscere il corretto trattamento delle operazioni ai fini della segnalazione all’Archivio rapporti.

Valerio Stroppa

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