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Dati fiscali, caccia agli spioni

Caccia agli spioni dei dati fiscali degli italiani. Negli uffici dell’Agenzia delle entrate, l’Audit, organismo di controllo dei dipendenti dell’Agenzia, sta conducendo in queste settimane controlli a raffica sugli accessi effettuati dai dipendenti alle informazioni presenti nelle banche dati fiscali.

I controlli sono finalizzati a verificare che chi, dipendente dell’Agenzia delle entrate, abbia effettuato l’accesso, fosse autorizzato e abbia compiuto le verifiche in anagrafe tributaria non per mera curiosità, ma per esigenze di servizio, e durante l’orario di lavoro e la presenza in ufficio. Il problema è che spesso i controlli dei controllori fanno riferimento ad accessi avvenuti anche più di due anni fa. Ragion per cui per i dipendenti è difficile ricostruire una vera e propria relazione giustificativa dell’accesso.

Già ad agosto (si veda ItaliaOggi del 23/872016) Rossella Orlandi, direttore dell’Agenzia delle entrate aveva diramato una nota interna agli uffici dove ricordava passo passo le norme che vietano accessi non autorizzati alle informazioni fiscali degli italiani.

Nella nota si arrivava a precisare che «l’attività di monitoraggio e controllo finora effettuata ha fatto emergere abusi dagli utilizzatori della banca dati che evidenziano una insufficiente consapevolezza sulla delicatezza delle informazioni in essa contenute e sulla necessità di adottare comportamenti rispettosi della normativa e delle direttive».

Nel mirino degli ispettori sono proprio gli accessi effettuati fuori ufficio. Sempre nella nota interna di agosto si ricordava che gli accessi fuori dal luogo di lavoro e fuori dall’orario di lavoro se non autorizzati, sono considerati segnali di alert per far scattare la procedura di controllo sugli accessi irregolari.

Dalle parole della nota interna ora l’Agenzia è passata ai fatti dei controlli sul campo che hanno però l’effetto indiretto di bloccare l’attività degli uffici per rispondere ai rilievi mossi dall’audit.

«Ricordiamo ancora le lettere dei direttori dell’Agenzia delle entrate Attilio Befera e di Rossella Orlandi ai lavoratori dell’Agenzia sulla necessità di evitare approcci burocratici nei controlli agli evasori e concentrarsi sulle violazioni reali», sottolinea Vincenzo Patricelli, segretario nazionale del sindacato Flp, «il contrario di ciò che ora sta accadendo negli uffici con i controlli audit. Sia chiaro: noi vogliamo essere controllati e vogliamo che i dipendenti infedeli siano cacciati senza appello ma ciò che si sta facendo è sparare nel mucchio con una presunzione di colpevolezza assoluta che non ha alcun riscontro nella realtà; la conseguenza è il forte rallentamento del lavoro e l’esasperazione di chi si ritrova ad avere a che fare con una burocrazia di stampo sovietico. Hanno raggiunto il favoloso risultato di scoprire che c’è gente che pur di non far scadere atti va a lavorare mentre è in ferie. Di questo passo toccherà farsi autorizzare ogni singola interrogazione all’At (anagrafe tributaria, ndr), il che» prevede Patricelli, «vorrebbe dire il blocco totale degli uffici».

In passato, nel 2008, gli accessi non autorizzati, da parte di dipendenti dell’Agenzia, ai dati fiscali di contribuenti vip, fecero scattare le proteste del mondo politico e partirono le procedure disciplinari dei dipendenti «guardoni».

In realtà, i rischi di violazioni della privacy dei contribuenti, da un lato, e il rallentamento del lavoro negli uffici, dall’altro, potrebbero essere destinati ad aumentare. Nel decreto fiscale 193/2016, collegato alla manovra di bilancio, di cui oggi iniziano, in commissione finanze e bilancio della camera, i lavori per la conversione, è stato previsto che l’anagrafe tributaria sia resa accessibile anche ai dipendenti di Equitalia per le verifiche ai fini della riscossione.

La norma stabilisce che, da gennaio 2017, l’anagrafe e anche l’archivio rapporti, la sezione con i dati bancari dei contribuenti italiani, potranno essere visionati da parte del nuovo soggetto Agenzia entrate-Riscossione per la propria attività.

Di più, nella relazione tecnica al provvedimento è previsto che l’accesso alle informazioni porterà un maggior gettito proprio perché consentirà di tarare meglio le verifiche e i controlli da parte degli 007 della riscossione. Che dovranno rispettare tutte le regole sugli accessi, negli orari di lavoro e per strette esigenze di servizio, pena l’ammonizione da parte degli ispettori dell’audit.

Cristina Bartelli

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