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Dati elettronici, accesso sicuro

Dati nel Fascicolo sanitario elettronico (Fse) caricati e consultabili solo con il consenso informato dell’interessato, con rigide misure di sicurezza e anonimizzazione dei dati per scopi di ricerca. Nel fascicolo ci potrà anche essere un taccuino per le note del paziente.

Le salvaguardie per i pazienti nella disciplina del Fse sono soprattutto precauzioni per la privacy delle persone e sono dettagliate dal decreto del presidente del consiglio dei ministri del 29 settembre 2015, n. 178 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 263 dell’11 novembre 2015, si veda ItaliaOggi di ieri).

Si tratta del regolamento sul Fse, in cui confluirà l’intera storia clinica di una persona generata da più strutture sanitarie. Il fascicolo va distinto dal Dossier sanitario, che è lo strumento costituito presso un’unica struttura sanitaria (un ospedale, un’azienda sanitaria, una casa di cura), che raccoglie informazioni sulla salute di un paziente al fine di documentarne la storia clinica presso quella singola struttura. Ancora diversa è, poi, la cartella clinica, che è finalizzata a rilevare tutte le informazioni su un paziente e a un singolo episodio di ricovero. Fatto un po’ d’ordine, passiamo a esaminare le caratteristiche del Fse, su cui il garante della privacy aveva adottato apposite Linee Guida con la deliberazione n. 25 del 16 luglio 2009 (in G.U. n. 178 del 3 agosto 2009).

Cosa contiene. Il contenuto minimo del Fse, oltre ai dati identificativi, comprende i referti, i verbali di pronto soccorso, il profilo sanitario del paziente, il dossier farmaceutico e l’eventuale consenso alla donazione degli organi e tessuti. Il profilo sanitario sintetico (patient summary) è un documento del medico di famiglia o del pediatra di libera scelta, che riassume la storia clinica dell’assistito.Possono poi trovare posto prenotazioni, cartelle cliniche, schede di assistenza domiciliari, vaccinazioni, prestazioni, certificati, sperimentazioni, esenzioni ecc. Si può anche inserire un taccuino, e cioè uno spazio a uso del paziente che può caricare i dati proprie informazioni sanitarie.

A che cosa serve. Il Fse deve essere istituito dalle regioni e province autonome e ha tre finalità: 1) prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione; 2) studio e ricerca scientifica; 3) programmazione sanitaria (art. 12, dl 179/2012). I dati nel Fse sono caricati da operatori del Servizio sanitario nazionale e dei servizi socio-sanitari regionali. Quanto al contenuto, l’assistito ha pieni poteri: può decidere di oscurare alcuni dati limitando la consultazione, oltre che a se stesso, ai titolari che li hanno generati. L’assistito potrà anche ottenere l’integrazione, la rettifica e l’aggiornamento dei propri dati.

Consenso informato. Il fascicolo può essere riempito di dati solo con il consenso dell’interessato. Ciascun paziente può decidere se e quali dati relativi alla propria salute non devono essere inseriti nel fascicolo medesimo. Ci vuole, poi, un consenso esplicito per informazioni soggette protette dal diritto all’anonimato (sieropositività, interruzione della gravidanza, vittime di reati sessuali, tossicodipendenze, documenti dei consultori familiari). I cittadini devono ricevere l’informativa privacy e in particolare devono sapere che il Fse si basa sul loro consenso, ma non è condizione per ricevere cure. Il consenso è revocabile in ogni momento.

Consultazione. Salvo i casi di emergenza sanitaria ci vuole sempre il consenso dell’assistito. Ovviamente chi non acconsente alla consultazione ha diritto ad essere curato, anche se si assume il rischio derivante dalla mancata conoscenza del personale sanitario di informazioni che lo riguardano.

Ricerca e governo. I dati possono essere trattati per scopi di ricerca, ma privati dei dati identificativi diretti dell’assistito e nel rispetto dei principi di indispensabilità, necessità, pertinenza e non eccedenza. La stessa regola vale per gli scopi di programmazione sanitaria e verifica del servizio sanitario.

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