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Data e ora d’udienza sono imprescindibili

La notifica è da considerarsi nulla se mancano due elementi fondamentali: la data e l’ora dell’udienza nel processo d’appello. Lo spiega la Corte di cassazione, nella sentenza 15684/2018 dell’1 febbraio. Stando ai fatti raccontati nel dispositivo di legge, due anni fa la Corte d’appello di Bari condannò un uomo a 1 anno e 4 mesi di carcere, più una multa di 400 euro, per un reato di truffa. L’imputato però propose ricorso presso gli scranni del Palazzaccio non tanto per argomentare una linea difensiva e provare la sua presunzione d’innocenza, bensì per contestare una lacuna procedurale abbastanza evidente. Anzi, una mancanza evidente: nella notifica in cui si invitava l’imputato a presenziare davanti la Corte d’appello, infatti, mancavano sia la data che l’orario del processo. Nello specifico – si legge nel dispositivo – il motivo di ricorso presso il Palazzaccio romano consisteva nella «irregolare notifica all’imputato dell’atto di vocatio in ius nel processo di appello, essendo mancante nella copia notificata del decreto la data e l’ora fissata dal presidente per la trattazione del processo di secondo grado». Da qui, pertanto, l’attesa del giudizio circa la legittimità di una notifica «particolare», a cui i magistrati hanno dato piena soddisfazione al ricorrente. Infatti il ricorso è stato accolto dagli alti magistrati della Corte, perché «il decreto in parola risulta affetto dal vizio denunciato, che impone nel decreto di citazione (sia in primo che in secondo grado, in forza del predetto richiamo), l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora della comparizione per il giudizio: trattasi di nullità assoluta afferendo all’omessa citazione dell’imputato, come tale insanabile e rilevabile d’ufficio in qualsiasi stato e grado del procedimento».Quindi i porporati hanno dato ragione all’imputato circa la scorretta comunicazione della corte territoriale sul giorno e l’orario in cui si sarebbe dovuto presentare. E non hanno avuto dubbi, gli ermellini, sull’esito del ricorso: «Da qui l’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata», chiosano i giudici, «con conseguente trasmissione degli atti ad altra sezione della Corte di appello di Bari per il giudizio».

Francesco Barresi

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