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Danno da stress per auto rimossa

di Dario Ferrara  

Legittimo il risarcimento del danno da stress all'automobilista per la vettura rimossa ingiustamente dalla strada. E questo perché l'ausiliario del traffico non deve pensare a sanzionare la sosta sulle strisce pedonali laddove è competente soltanto per le schede parcheggio relative alle strisce blu. È quanto emerge dalla sentenza 6712 del 23 marzo 2011 emessa dalla seconda sezione civile della Cassazione.

Eccesso di potere. Il verbale è annullato per difetto di delega da parte del sindaco: il solerte ausiliare del traffico, nella specie, non era legittimato ad accertare la violazione commessa dalla signora, ma avrebbe dovuto concentrarsi sugli evasori della sosta a pagamento. L'azienda datrice del verbalizzante tenta di evitare almeno il risarcimento del danno da stress all'automobilista, che per giunta era incinta e lamenta di aver patito molto per cercare la vettura illecitamente rimossa. La società che gestisce la sosta in città, però, sbaglia linea di difesa: non pone la questione di diritto della risarcibilità ma soltanto una questione di fatto. E invece l'affermazione secondo cui la ricerca affannosa dell'auto portata via da carro attrezzi provoca stress al proprietario non è affatto implausibile alla luce della comune esperienza: non c'è insomma alcun vizio di motivazione nella sentenza che dispone il risarcimento di 200 euro a favore della signora.

Errore in difesa. Chi è causa del suo mal pianga se stesso: la società che gestisce il parcheggio a pagamento dovrà riflettere sui propri errori processuali. La delega, spiegano infatti i giudici con l'ermellino, è uno specifico provvedimento amministrativo da emettere in favore di «personale nominativamente designato», come prevede l'articolo 68, comma 2, della legge 488/99, e non un atto normativo: era l'amministrazione interessata a doverla produrre in giudizio, cosa che non è avvenuta, né poteva essere acquisita d'ufficio dal giudice di merito (o tanto meno essere prodotta o esaminata per la prima volta in Cassazione). E la mancanza di delega del sindaco all'ausiliario del traffico verbalizzante, di per sé, è sufficiente a giustificare la decisione favorevole all'automobilista. All'azienda non resta che pagare le spese processuali.

 

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