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Dall’Ocse nuove regole per i paradisi fiscali

Dall’Ocse nuove regole per i paradisi fiscali sullo scambio di dati delle società di comodo. L’organizzazione parigina ha pubblicato una guida indirizzata ai paesi a nulla o bassa tassazione contenente gli standard da applicare per lo scambio di informazioni delle shell company, in modo da soddisfare gli standard fissati dall’Inclusive Framework del Beps, il gruppo che raccoglie 120 paesi nel progetto contro l’erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili. Uno scambio che sarà avviato a partire dagli inizi del 2020.

Gli standard, definiti in una relazione del 15 novembre 2018, richiedono ai paesi a bassa imposizione fiscale di scambiare informazioni sulle imprese che generano reddito mobile e che non soddisfano il requisito di «attività sostanziali» con la giurisdizione di residenza, in particolare si tratta di attività finanziarie, di assicurazione e altre attività di servizi, compresa la fornitura di beni immateriali.

Nell’ambito dell’azione Beps 5 per limitare le pratiche fiscali dannose, le giurisdizioni possono mantenere regimi preferenziali solo se sono soddisfatti alcuni requisiti relativi alle «attività sostanziali». Al fine di garantire parità di condizioni di concorrenza, tali requisiti devono applicarsi anche alle giurisdizioni con aliquote d’imposta pari a zero o solo nominali. Di conseguenza, nel novembre 2018 il quadro inclusivo sul Beps ha deciso di richiedere l’applicazione del requisito delle attività sostanziali per le giurisdizioni che hanno una tassazione zero.

Al fine di garantire il rispetto del fattore di attività sostanziale, il forum contro le pratiche fiscali dannose ha convenuto che i paradisi fiscali devono disporre di un meccanismo di monitoraggio e di applicazione per verificare i requisiti di sostanza delle entità che svolgono attività rilevanti. Ciò implica che devono raccogliere informazioni specifiche dalle entità interessate per determinare se un’entità svolge attività rilevanti e se tale entità soddisfa i requisiti sostanziali di attività previsti dallo Standard.

In questo contesto, le nuove regole sulle attività sostanziali impongono di scambiare spontaneamente informazioni sulle attività di alcune entità residenti con la giurisdizione o le giurisdizioni in cui sono residenti la società madre, la società madre capogruppo e/o i beneficiari effettivi. Queste informazioni consentiranno alle autorità fiscali dei paesi di origine di valutare la sostanza e le attività delle entità residenti nei paradisi.

Al fine di garantire che tali scambi spontanei si svolgano in modo coordinato ed efficiente, le linee guida pubblicate definiscono le modalità pratiche relative allo scambio di informazioni richieste dallo Standard. Le linee guida contengono orientamenti sui tempi di scambio, il quadro giuridico internazionale e chiarimenti sulle definizioni chiave, al fine di garantire che le giurisdizioni ricevano informazioni coerenti e affidabili sulle attività delle società di comodo.

Matteo Rizzi

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