Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Dall’Italia 8 miliardi al fondo europeo per gli investimenti

L’Ecofin è stato informato che il governo italiano intende conferire otto miliardi di euro al Fondo Ue per gli investimenti strategici, la stessa somma annunciata precedentemente da Germania e Francia. Inizialmente nella riunione dei 28 ministri finanziari a Bruxelles, che ha approvato il regolamento di questo Fondo lanciato dal presidente lussemburghese della Commissione europea Jean Claude Juncker, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan aveva definito ancora in discussione l’importo in arrivo dalla banca di sviluppo Cassa depositi e prestiti. E’ stato il premier Matteo Renzi a indicare gli «otto miliardi» con un tweet. Poco dopo Padoan ha chiesto di nuovo la parola e ha reso nota la cifra all’Ecofin. Juncker, che sconta un difficile decollo del suo piano di investimenti, ha ringraziato Renzi con entusiasmo.
Il regolamento del Fondo per gli investimenti deve essere approvato anche dall’Europarlamento. Questo strumento dovrebbe iniziare a operare in estate. Per ora conta su 16 miliardi di garanzie Ue, 5 miliardi della banca comunitaria Bei, 8 miliardi ciascuna dalle banche di sviluppo di Germania, Francia e Italia, 1,5 miliardi dalla Spagna.
«L’idea generale è di far confluire le risorse in cosiddette piattaforme di investimento, evidentemente di interesse nazionale», ha detto Padoan, specificando che «i criteri di allocazione» non possono essere «di tipo strettamente geopolitico». Verranno finanziati «progetti meritevoli» con difficoltà di attirare investimenti a causa della crisi. Il ministro ha ricordato «progetti per 240 miliardi» già presentati dall’Italia. Spera nello scorporo di questi conferimenti pubblici dal calcolo del deficit, ancora «in definizione».
L’Ecofin ha poi ratificato il via libera alla legge di Stabilità italiana, replicando il precedente «si» dell’Eurogruppo. E’ stata applicata la flessibilità concordata dai capi di governo dell’Eurozona per la difficile situazione economica. L’alto debito dell’Italia resta un problema serio per il 2016 e gli anni seguenti. Il vicepresidente lettone della Commissione europea Valdis Dombrovskis ha ammesso le critiche della Bce di Mario Draghi sulla eccessiva flessibilità concessa a Paesi con conti pubblici in difficoltà e ha garantito che il debito italiano resta sotto osservazione. Il commissario Ue per gli Affari economici, il francese Pierre Moscovici, ha confermato le preoccupazioni per il maxi-debito italiano, aggiungendo che, se fossero state applicate rigidamente le regole Ue, l’economia dell’Italia sarebbe sprofondata «in recessione totale». Ora Padoan prevede un effetto positivo sulla crescita grazie ai bassi tassi d’interesse, agli acquisti Bce di titoli di Stato, al basso prezzo del petrolio e all’euro debole, che ieri è sceso ai minimi degli ultimi 12 anni sotto 1,07 nel cambio con il dollaro.
Un ulteriore problema è scaturito dal ricorso della Confindustria alla Commissione europea sull’inversione contabile dell’Iva nella grande distribuzione. Padoan ha replicato che questa misura fa parte della legge di Stabilità approvata proprio dalla Commissione, «quindi staremo a vedere».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Il virus ci ha cambiati profondamente. Ma non è chiaro come. Quali effetti lascerà su di noi, sull...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

II lavoratori messi in ginocchio dalla crisi tornano in piazza. Ministro Orlando, qual è il piano d...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora caos sulla tassazione dei compensi derivanti dai contratti decentrati. Il balletto tra tassaz...

Oggi sulla stampa