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Dall’Imu un surplus di 1,2 mld

L’Imu fa sorridere le casse dello stato e correggere i conti con un segno più invece che meno. Dai versamenti (deleghe al 25 gennaio 2013) di circa 26 mln di contribuenti sono arrivati all’erario complessivamente 23,7 mld. Le previsioni di gettito si erano fermate, per il 2012, a 22,5 mld. Una correzione al rialzo dell’incassato di 1,2 mld di euro. Della ricca torta Imu la componente legata agli acconti è stata di 9,9 mld di euro mentre quella del saldo ha toccato i 13,8 mld di euro. I dati definitivi del dipartimento delle finanze sono stati resi noti ieri dal sottosegretario al ministero dell’economia Vieri Ceriani che ha tracciato dunque il primo bilancio sull’imposta municipale unica al centro del dibattito elettorale. Il dipartimento delle finanze ha calcolato che il gettito Imu relativo alla prima casa, comprensivo delle manovre comunali, è risultato pari a 4 miliardi. All’appello per il versamento sulla prima casa hanno risposto 17,8 mln di contribuenti con un importo medio di circa 225 euro. Con un versamento medio di 400 euro ha contribuito l’85% dei contribuenti, andando a coprire il 54% del gettito totale. Infine al 6,8% dei contribuenti è toccato sostenere l’imposta con un versamento di oltre 600 euro in media. Nella nota il dipartimento sottolinea che l’importo più elevato è andato a coprire una fetta minore di gettito, il 30% del totale. Un ruolo importante negli andamenti degli incassi è stato giocato dai comuni che avevano la possibilità di una leva sulle aliquote. Per il dipartimento sulla base delle delibere fornite dai comuni risulta un’ampia variabilità di comportamenti. Circa i due terzi dei comuni non hanno variato l’aliquota Imu sull’abitazione principale, mentre il 6,4% ha deliberato riduzioni dell’aliquota di base. Nel complesso, circa 600 mln di gettito sull’abitazione principale deriva dalle variazioni di aliquota disposta dai comuni. Mentre ad aliquota standard, cioè al netto delle manovre comunali, il gettito Imu sulla prima casa è di circa 3,4 mld e circa un quarto delle abitazioni principali risulta esente dall’Imu. Dal ministero di via XX Settembre non mancano di evidenziare come ci sia un sostanziale allineamento con il dato Ici. Spostandosi sul dato territoriale, oltre un quarto del gettito Imu derivante dalle maggiorazioni fissate dai comuni con aliquote ad hoc proviene da cinque grandi città: Roma, Milano, Torino, Genova e Napoli. L’importo medio dei versamenti va dai 917 euro di Roma tra i comuni con l’addizionale più alta ai 585 euro di Napoli. Le imprese nel 2012 hanno versato per l’Imu circa 6,3 miliardi. Le persone fisiche che hanno versato l’Imu su altri fabbricati sono risultate pari a circa 15,3 milioni con un importo medio di versamento di 736 euro, mentre i soggetti diversi dalle persone fisiche sono in numero di poco superiore a 700 mila con un importo medio di versamento pari a 9.313 euro. I versamenti fino a 1.800 euro sono attribuibili quasi totalmente alle persone fisiche, mentre nella classe superiore a 1.800 euro si colloca il 96,3% dei versamenti effettuati da soggetti non persona fisica: in questa classe di versamenti ai circa 5,3 miliardi versati dalle persone fisiche si aggiungono i circa 6,3 miliardi versati da altri soggetti. Infine il dipartimento, rispondendo forse alla critiche Ue sulla progressività della nuova imposta (si veda ItaliaOggi del 9/1/13) fa notare che data la detrazione fissa di 200 euro dell’Imu, più elevata di quella Ici, la prima risulta più progressiva della vecchia imposta sulle abitazioni.

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