Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Dall’Europa una tirata d’orecchi per gli stati e le imprese scorrette

di Mari Pada 

Telefonia e tariffe, pubblicità ingannevole sui motori di ricerca e pratiche commerciali scorrette, trattamento dei rifiuti e responsabilità delle imprese nelle relazioni infragruppo. Sono i principali oggetti delle sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea, esposte all'interno della relazione annuale 2010.

In particolare, quest'anno, la giurisprudenza relativa al settore delle telecomunicazioni è stata abbondante e si è focalizzata sugli ostacoli alla concorrenza tra operatori, emanando anche principi nuovi non facilmente desumibili né dalla giurisprudenza né dalla normativa comunitaria.

In primo luogo, il tetto posto ai costi di portabilità del proprio numero telefonico per evitare che il consumatore sia dissuaso nel cambiare compagnia. A detta della Corte, l'autorità nazionale di regolamentazione nella valutazione del carattere dissuasivo della tariffa dovuta dai consumatori per l'utilizzazione del servizio di portabilità del numero deve tener conto dei costi sostenuti dagli operatori di telefonia mobile per l'attuazione. Tuttavia, l'autorità può stabilire questa tariffa sotto il costo sostenuto dall'operatore per evitare che i consumatori decidano di non cambiare compagnia a causa di tale costo (causa Polska Telefonia Cyfrowa, sentenza 1° luglio 2010, causa C-99/09).

Sempre relativamente ai servizi di telefonia e alle controversie tra operatore e cliente, c'è il via libera della Corte alla conciliazione obbligatoria se adottata dal Paese membro.

Secondo la Corte una normativa nazionale che abbia introdotto una procedura di conciliazione extragiudiziale e abbia reso obbligatorio il ricorso a quest'ultima, prima di qualsiasi ricorso ad un organo giurisdizionale, non è tale da pregiudicare l'obiettivo di interesse generale e tende anzi a rafforzarne l'effetto utile, grazie ad una risoluzione più rapida e meno onerosa delle controversie e a un minor carico di lavoro per i giudici, derivante da detta normativa. La Corte afferma quindi che la tappa supplementare per l'accesso al giudice costituita da una previa procedura di conciliazione, resa obbligatoria dalla normativa in questione, non è contraria ai principi di equivalenza, di effettività e della tutela giurisdizionale effettiva, purché non conduca ad una decisione vincolante per le parti, non comporti un ritardo nello svolgimento del procedimento giurisdizionale né spese troppo elevate per i consumatori, purché la via elettronica non costituisca l'unica modalità di accesso a detta procedura di conciliazione e si possano disporre provvedimenti provvisori nei casi eccezionali di urgenza. 

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Segnali contrastanti sul fronte Atlantia-Cdp. L’opinione prevalente è che la cordata coagulata in...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non si tratta solo di scegliere una nuova data a partire dalla quale si potrà di nuovo licenziare. ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La proroga del Temporary Framework europeo (il Quadro temporaneo sugli aiuti di Stato) consentirebbe...

Oggi sulla stampa