Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

«Dall’euro non si torna indietro»

La visita di Giorgio Napolitano cade nei giorni più caldi per la Spagna e il suo Governo. Giorni di tensione sociale, in cui si rincorrono notizie e smentite su una possibile e imminente richiesta di aiuto di Mariano Rajoy al fondo anti-spread europeo. E ieri il faccia a faccia tra il capo dello Stato italiano e il primo ministro spagnolo si è concentrato su questa fase delicata per i due Paesi, per ciò che aspetta la Spagna ma che potrebbe riguardare anche l’Italia. E il capo dello Stato, che segue con attenzione questo passaggio, se la prende anche con chi «discetta a cuor leggero sulle disatrose conseguenze della fine dell’euro».
Parole che molti hanno legato alle ultime uscite di Silvio Berlusconi. Ieri, però, il “fuoco” della giornata era su quel che deciderà Madrid e che diventa cruciale anche per Roma. «Non si tratta di salvare l’uno o l’altro Stato ma di stabilizzare l’euro sui mercati: e questo è un compito comune», è stata una delle riflessioni che il capo dello Stato ha scambiato nell’incontro con Rajoy e con i suoi più stretti consiglieri. La Spagna non ha ancora preso una decisione definitiva sul ricorso al fondo anti-spread, la questione è sul tavolo, e il ragionamento di Napolitano è andato soprattutto su un aspetto: «Andare avanti con le decisioni assunte dall’ultimo consiglio Ue: non è ammissibile che ai sacrifici per risanare il debito pubblico si debbano aggiungere i costi di interessi alti».
È chiaro che il percorso per allentare la pressione sui tassi – oltre le riforme – è quello deciso dal vertice di fine giugno: cioè il fondo anti-spread, attivabile con la richiesta d’aiuto che metterebbe in moto anche il “bazooka” predisposto da Mario Draghi per l’acquisto di titoli.
È la moneta unica l’obiettivo che Giorgio Napolitano chiede di difendere a tutti i costi perchè dalla sua integrità dipendono due passaggi necessari: la crescita e l’integrazione politica. Questo ha detto dopo il suo incontro con Rajoy quando, in serata, ha ricevuto il premio “Nueva economia Forum 2012” al teatro de La Zarzuela. «Non dobbiamo commettere l’errore di esaurire l’Europa nella moneta unica: se il debito è il primo problema da risolvere, ora, abbiamo assoluto bisogno di tornare alla crescita e all’occupazione».
C’è un’emergenza che stringe insieme la Spagna e l’Italia: la disoccupazione giovanile. «Lo tsunami finanziario ha colpito i giovani ma pur nel rispetto delle strettoie finanziarie che restringono i margini è necessario trovare una ripresa che crei occupazione o avremo una generazione persa».
Sul tavolo non c’è l’alternativa “euro o sviluppo” ma le due strade devono articolarsi in parallelo. Anzi, l’indice di Napolitano viene puntato proprio contro chi racconta che la fine dell’euro sarebbe la salvezza dell’economia.
«Non si può discettare a cuor leggero sulle disastrose ricadute a catena di una disintegrazione dell’euro: ed è stato un bene aver messo a tacere le voci che irresponsabilmente ne profetizzavano la fatale implosione. Non facciamoci illusioni, con la fine dell’euro ci sarebbero solo economie prostrate». Ecco, è questo il passaggio addebitato a Berlusconi ma Napolitano non cita nessuno.
Piuttosto mette sul piatto la vita dell’euro anche a costo di ulteriori cessioni di sovranità ricordando le parole di Draghi. «Dall’euro non si torna indietro, quindi non resta che andare avanti e portare avanti tutti i provvedimenti necessari, compresi ulteriori trasferimenti di sovranità, per consolidare l’unione». Un’unione anche politica che accolga quel rafforzamento istituzionale su cui sta lavorando Barroso. La giornata di Napolitano si conclude in compagnia del re Juan Carlos che è stata la sua prima tappa di questi due giorni: la cena è offerta dal re in un ristorante tipico della città.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«È cruciale evitare di ritirare le politiche di sostegno prematuramente, sia sul fronte monetario ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dopo aver fatto un po’ melina nella propria metà campo, il patron del gruppo Acs, nonché preside...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Una forte ripresa dell’economia tra giugno e luglio. È su questo che scommette il governo: uscire...

Oggi sulla stampa